
'Si tratta di documenti caricati solo ieri, ma che si riferiscono a pagamenti effettuati il 19 giugno 2025, in piena epoca Reggianini. Gli importi sono stratosferici: 368.736 euro e 206.747 euro. In totale, quasi 600mila euro. Di fronte a cifre così spropositate è doveroso fare immediatamente chiarezza. Non può esserci approssimazione nella gestione della sezione “Amministrazione Trasparente”: Bosi spieghi subito l’origine di quelle somme e, se qualcuno dei suoi ha sbagliato, lo chiarisca pubblicamente. Dopo tutto quello che è successo, sono passati oltre quattro mesi, ma nulla è cambiato: continua a regnare opacità, manca chiarezza mentre i cittadini hanno il diritto di sapere a cosa si riferiscano queste maxi-spese. Si tratta di denaro pubblico. Forse – vista anche la scadenza – riguardano la consulenza dello studio legale per l’esposto-querela contro la dipendente e l’incarico a un esperto informatico per produrre parte delle presunte “prove schiaccianti”? Prendiamo comunque atto – conclude ironico Platis – che Amo legge con attenzione le nostre segnalazioni e poi cerca di porvi rimedio. Se Bosi ha bisogno anche di un confronto sulle spese dei viaggi e sui progetti europei siamo a disposizione'.
Immediata la replica di Bosi stesso che ammette l'errore. 'Si tratta di un errore della società che carica i dati in amministrazione trasparente per conto di Amo - afferma l'amministratore unico -. Le cifre esatte sono pari a 2.067,47 euro e 3.687,36 euro. Non è la prima volta che accade una svista del genere, a questo punto cambieremo società incaricata a questo compito'.



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