Secondo Platis, neppure il decreto ingiuntivo fotografa l’intero quadro: 'È solo parziale, perché vi sono risorse significative che non sono state ritenute imputabili alla dipendente. Nel dettaglio – denuncia – parliamo di prelievi fatti direttamente in filiale da un amministratore Amo: 13.710 euro nel 2024 e altri 9.000 nel 2025. A ciò si aggiungono quasi 25 mila euro di pagamenti effettuati tramite Pos. È bene ricordare che le carte di credito erano due: una intestata al direttore generale appena licenziato, ma mai utilizzata, e l’altra all’amministratore unico Reggianini, usata invece per un totale di 27mila euro'.
Nessuna parola per la tanto annunciata azione di rivalsa verso gli Amministratore. Nessun cambio di rotta e si prosegue con gli affidamenti diretti. Penalista, civilista e anche direttore pro-tempore sono tutti scelti senza avvisi. 'Trovo imbarazzante che il nuovo amministratore unico, chiamato a portare trasparenza e a garantire l’adesione ai protocolli delle associazioni più qualificate in materia di appalti pubblici, si presenti in conferenza stampa dando la parola a consulenti e incaricati di Amo – uno dei quali già operativo ad aprile 2025 – senza che vi sia alcuna traccia di tali incarichi nella sezione Amministrazione e Trasparenza del sito aziendale'.
'Amo è una partecipata pubblica – conclude Platis – e come tale ha l’obbligo di pubblicare tempestivamente incarichi e consulenze, con importi e durata. Se questo è il buongiorno, è chiaro che si respira una preoccupante continuità tra la vecchia e la nuova amministrazione. Prima di scrivere regole 231 come annunciato da Bosi, servirebbe applicare l’ABC delle norme di trasparenza e di anticorruzione'.



