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Scandalo Fondazione Modena, dipendente accusato dell'ammanco era un responsabile dello staff del direttore generale

Scandalo Fondazione Modena, dipendente accusato dell'ammanco era un responsabile dello staff del direttore generale

Il suo nome, dopo l'emergere dello scandalo dell'ammanco milionario, è stato prontamente eliminato dal sito della Fondazione


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Il suo nome, dopo l'emergere dello scandalo dell'ammanco milionario dalle casse della Fondazione di Modena, è stato prontamente eliminato dal sito dell'ente di palazzo Montecuccoli. Oggi, infatti, l'area Bilancio e amministrazione nella pagina relativa allo staff, non prevede più alcun responsabile (qui il link e foto sotto), ma fino a pochi mesi fa era tutto on line (foto sopra, volutamente oscurata dalla nostra redazione).

Al di là della velocità della Fondazione di Modena nell'eliminare il nome dell'unico dipendente accusato di aver sottratto il denaro (una velocità che non fa il paio con la capacità di quantificare il buco, ancor oggi non definito e che si aggirerebbe sui 2 milioni di euro), quello che emerge chiaramente è che il dipendente nel mirino, difeso dall'avvocato Enrico Fontana, era direttamente alle dipendenze del direttore generale Luigi Benedetti. Un ruolo di responsabilità come specificato dalla Finanza, esattamente parliamo del responsabile Area Bilancio e amministrazione, che ricopriva almeno dal 2019. Come noto, il dipendente, già querelato dalla Fondazione, è accusato di appropriazione indebita aggravata da autoriciclaggio e le sottrazioni di denaro indebite erano iniziate nel 2020, come affermato dall'avvocato Fontana.
Benedetti, 64 anni, già dirigente della presidenza della Provincia di Modena e direttore generale dell’assemblea legislativa dell’Emilia
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Romagna, ricopre il ruolo di direttore generale della Fondazione da 12 anni ed è quindi stato direttore sia nel mandato di Paolo Cavicchioli che in quello attuale di Matteo Tiezzi, i presidenti alla guida dell'ente nel periodo in cui il dipendente avrebbe sottratto il denaro.
Ricordiamo anche che la Fondazione formalmente è un ente privato, ma i suoi vertici sono espressione in gran parte del pubblico: 4 membri vengono designati dall'amministrazione comunale di Modena, due dalla Provincia di Modena, uno dal Comune di Sassuolo, uno da quello di Castelfranco Emilia, uno da quello di Pavullo, due dalla Camera di Commercio, tre dall'Università Unimore, due dal Centro Servizi per il Volontariato e uno dalla Diocesi di Modena. Di qui le parole del sindaco di Modena Massimo Mezzetti che poche settimane fa ha parlato di 'silenzio assordante' su questo buco - silenzio che La Pressa proprio raccogliendo l'invito del sindaco a tutti i giornalisti modenesi, sta cercando di rompere - che varia dal milione ai due milioni di euro e che dopo sei mesi dalla scoperta delle prime anomalie da parte della Guardia di Finanza, l'ente non è stato nemmeno in grado di quantificare con precisione.
Giuseppe Leonelli
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Direttore responsabile della Pressa.it.
Nato a Pavullo nel 1980, ha collaborato alla Gazzetta di Modena e lavorato al Resto del Carlino nelle redazioni di Modena e Rimini. E' stato vicedirettore...   

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