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'Separazione delle carriere, una battaglia identitaria'

'Separazione delle carriere, una battaglia identitaria'

Alla presentazione del Comitato cittadini per il SI Ludovico Antonio Muratori, fondato da Forza Italia, i rappresentanti della Camera Penale. Riforma che trascende la politica, ma scardina il potere delle correnti politiche in magistratura


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'Finalmente la campagna per il Sì prende forma. La settimana scorsa abbiamo presentato il nostro comitato insieme agli altri; oggi, invece, è la nostra presentazione autonoma, con la presentazione del Comitato cittadini per il SI creato da Forza Italia'. Così il coordinatore provinciale di Forza Italia Piergiulio Giacobazzi presentando questa mattina il Comitato cittadini per il SI, Ludovico Antonio Muratori, fondato da Forza Italia e coordinato dall'avvocato penalista Enrico Fontana. Appuntamento a Modena, dato dal coordinamento del partito, in una conferenza sulle ragioni del SI con altri referenti del partito, tra cui il Vicecoordinatore regionale Antonio Platis gli avvocati Giovanni Botto e Franca Massa e, ospiti, della i rappresentanti della camera penale di Modena, dal presidente Gianpaolo Ronsisvalle all'avvocato Luca Brezigar. Entrambi hanno rivendicato la riforma per la separazione delle carriere in magistratura come una battaglia storica, identitaria, per le camere penali, già dal 1994. Anno che coincide con quella che anche per Forza Italia è una battaglia identitaria, legata e dedicata al proprio fondatore Silvio Berlusconi. 'Quella della separazione delle carriere è una battaglia storica di Forza Italia.
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È fondamentale votare Sì: non si tratta solo di una riforma della giustizia, ma di una battaglia di civiltà, una battaglia per i cittadini' - ha affermato Piergiulio Giacobazzi 'Chiunque comprende che, se anche nella magistratura verranno introdotti strumenti meritocratici e un’azione disciplinare più efficace, rigorosa e seria, la macchina della giustizia non potrà che migliorare nel medio e lungo periodo. Sarà non solo più garantista per il cittadino, ma anche più efficiente. Questa è la battaglia che accomuna Forza Italia all’Unione delle Camere Penali. Per entrambe, la separazione delle carriere è una battaglia identitaria. Su questo fronte, chi difende la libertà e le garanzie del cittadino deve presentarsi unito al di là anche degli schieramenti politico' - ha sottolineato Enrico Fontana.


Il sistema della correnti politiche

'La riforma mira a indebolire il sistema delle correnti politiche che, da quarant’anni, inquinano il funzionamento della magistratura' - prosegue Fontana. 'L’ANM, attraverso le correnti, controlla il CSM, e le correnti sono a tutti gli effetti movimenti politici. È quindi vero il contrario di ciò che sostiene il fronte del No: questa riforma renderà la magistratura più indipendente e più forte rispetto alla politica. Non avremmo al nostro fianco l’avvocatura se questa riforma mirasse a sottomettere i magistrati al potere del governo. In tutti gli Stati democratici, quando un governo tenta di assoggettare la magistratura, i primi oppositori sono sempre gli avvocati.
È sempre stato così nella storia delle democrazie, e continua a esserlo oggi: basta guardare cosa accade agli avvocati perseguitati in molti Paesi'.


I giovani

'La scelta di intitolare il Comitato a Ludovico Antonio Muratori ne sottolinea la natura anche civica nella sua composizione da rappresentanti della società civile, avvocati ed esperti di diritto, prima ancora che da esponenti politici. La presenza della Camera Penale dimostra che la riforma deve essere affrontata anzitutto sul piano tecnico, valutando ciò che prevede il disegno di legge, prima ancora che attraverso una lente ideologica' - ha affermato Gianmarco Nardini, coordinatore Giovani Forza Italia Modena.
'Negli ultimi mesi abbiamo assistito a un atteggiamento profondamente irresponsabile da parte di una parte della politica, che tenta di usare il referendum come strumento contro il governo. Così si rischia di sprecare un’occasione storica per offrire ai cittadini un processo penale più giusto e una macchina giudiziaria più equa, realmente rispettosa dei principi garantisti sanciti dalla Costituzione. Il ruolo dei giovani sarà decisivo, soprattutto per chi studia materie giuridiche e in futuro si confronterà direttamente con questi temi. I giovani non sono affatto disinteressati, come spesso vengono descritti: anzi, sono tra i più attenti.
Se la riforma verrà affrontata con serietà e precisione, sono certo che anche gli studenti di giurisprudenza daranno un contributo fondamentale. I giovani di Forza Italia ci sono e continueranno a esserci'


La Camera Penale

'La Camera Penale considera la separazione delle carriere un punto essenziale della propria attività, ma non solo. In questo periodo la maggior parte delle nostre iniziative riguarda il referendum, ma il fatto che oggi siamo ospitati da una forza politica rappresentata da tanti anni in Parlamento dimostra che il nostro impegno va oltre ogni schieramento' - ha affermato il presidente Gianpaolo Ronsisvalle.
'La Camera Penale di Modena, già nel 2017, fu tra le prime in Italia a raccogliere le firme per la riforma, così come l’Unione delle Camere Penali ha portato in Parlamento un disegno di legge popolare. Vediamo nella separazione delle carriere l’obiettivo necessario per rendere la giustizia realmente più efficiente nell’interesse dei cittadini.
Una giustizia efficiente non è quella che tratta i casi più velocemente, ma quella che pone il giusto processo al centro della propria attività. È fondamentale che, ai sensi dell’articolo 111 della Costituzione, il giudice sia terzo ed equidistante dalle parti. La riforma mira proprio a garantire questa equidistanza e la parità delle armi tra pubblico ministero e difensore.
Come Camera Penale di Modena, con il nostro comitato locale, organizzeremo molte iniziative e coinvolgeremo gli altri comitati del territorio. Non dimentichiamo che, qualunque sia l’esito del referendum, il 24 marzo ci sarà comunque un giorno dopo, e dovremo continuare a confrontarci con la magistratura, che non è il nostro nemico. Questa riforma serve a riportare la magistratura, con la M maiuscola, al centro del processo'
 

'Ci viene chiesto perché “proprio ora”, come se la riforma dovesse essere bocciata solo perché proposta da un governo di destra. In realtà, noi sosteniamo la separazione delle carriere dal 1994, pochi anni dopo il codice Vassalli, che già allora avrebbe dovuto prevederla, come riconosceva lo stesso Vassalli' - ha ricordato l'avvocato Luca Brezigar.
'La nostra proposta mette pubblico ministero e giudice sullo stesso piano in termini di indipendenza e autonomia, smentendo le fake news sul “superpoliziotto” o sul rischio di un controllo politico sul PM. La riforma evita proprio questo scenario.
Un altro punto importante riguarda il CSM. All’inizio eravamo perplessi nel vedere accostati nella stessa riforma la separazione delle carriere e la revisione del CSM, ma oggi riconosciamo che è una scelta necessaria. Non avrebbe senso separare le carriere se poi le correnti continuassero a controllare il CSM. Lo scandalo Palamara ha mostrato quanto questo sistema sia dannoso.
Avere due CSM separati ma ancora dominati dalle correnti sarebbe peggio di prima. La riforma, invece, mira a eliminare questa piaga.
È doloroso leggere frasi come “blocca quella nomina e non ti indago tizio', o “indaghiamo quella persona perché non diventi premier”. Sono dinamiche che non possono più essere tollerate.
Questa riforma rappresenta un passo avanti decisivo. Tornare indietro sarebbe un danno enorme, soprattutto per i cittadini' - chiude Brezigar.
 

 

'Non è una battaglia contro qualcuno, ma per i cittadini. Basta accendere la televisione per vedere quanto spesso il sistema non funzioni: persone e imprese finiscono schiacciate nei meccanismi della giustizia. Questa riforma offre finalmente una prospettiva chiara di tutela delle garanzie di tutti' - ha affermato il Vicecoordinatore di Forza Italia Antonio Platis.
 

'I comitati continueranno a moltiplicarsi: a Sassuolo, Formigine, Fiorano, Vignola, Modena' - ha annunciato il coordinatore Giacobazzi citando la presenza dell'avvocati e nell'organizzazione del partito Giovanni Botti e Franca Massa. 'Per quanto riguarda gli appuntamenti in città organizzati dal Comitato, presto avremo anche la professoressa Modena, che tornerà a raccontare la sua vicenda giudiziaria'.
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Nato a Modena nel 1969, svolge la professione di giornalista dal 1995. E’ stato direttore di Telemodena, giornalista radiofonico (Modena Radio City, corrispondente Radio 24) e consigliere Corecom (C...   

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