“Che il tanto vantato modello Emilia relativo al post terremoto 2012 sia stato un fallimento è ben noto a tutti: non solo la ricostruzione non è ancora stata del tutto completata, ma le lungaggini burocratiche volute dalle ordinanze regionali registrano ad oggi ben 858 pratiche in lavorazione (dato al 30/9/2019), dopo ben sette anni ancora nuclei familiari sono fuori dalla propria casa: a dimostrazione della elefantiaca burocrazia voluta da Vasco Errani e di cui il governatore uscente Bonaccini è il figlio “politico” legittimo - affera Spica -. E’ anche noto come dopo una breve sospensione delle imposte nel 2012, che le imprese dovettero contrarre un mutuo per il pagamento delle tasse. Oggi arriva l’ennesima sberla a cittadini dell’area cratere e che si trovano ancora fuori casa che in questi giorni si son visti recapitare la cartella esattoriale per l’IMU sulle case - prima casa - dichiarate inagibili con ordinanza sin dal 2012, e che ancora non sono potuti rientrare nella propria abitazione principale. Come se non bastasse, la sberla multipla prevede il pagamento dell’imposta (50%) dal 2014 ad oggi - ben 5 anni. Vero è che l’IMU è un’imposta comunale e a questa dovrebbero provvedere i sindaci, ma è altrettanto vero che qualche giorno fa, Bonaccini si è vantato, ringraziando l’attuale Governo e i propri parlamentari, per la proroga su mutui e IMU ottenuta sino al 31/12/2020. Evidentemente qualcosa è sfuggito ai parlamentari Pd, al governatore uscente e anche ai sindaci che hanno accettato passivamente senza battere ciglio, poiché evidentemente non hanno tenuto in considerazione gli edifici in classe “F” (intrinseco A), che prevede l’inagibilità totale secondo le schede AEDES del 2012, ovvero inagibile per rischio esterno in quanto l’edificio prospiciente crea rischi di crollo sulle vie di accesso dell’unità in questione'.
'Ciò significa che seppur totalmente inagibile, i proprietari a tutt’oggi fuori casa, dovranno pagare l’imposta relativa agli ultimi 5 anni con addirittura gli interessi di mora, arrivando a pagare in alcuni casi anche 1500 euro totali: una assurdità a dir poco. Tutto ciò è inaccettabile e dimostra ulteriormente come in Emilia-Romagna privati e imprese vivono non grazie ma nonostante al pd !



