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Società partecipate a Modena: la Corte dei Conti sollecita il Comune a una svolta strutturale

Società partecipate a Modena: la Corte dei Conti sollecita il Comune a una svolta strutturale

La delibera di presa d'atto è stata approvata questa sera all'unanimità dal Consiglio comunale. Su Seta in particolare sarebbero stati ignorate le osservazioni ripetute nel 2019 e nel 2021


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La recente deliberazione n. 79/2025 della Corte dei Conti sulle società partecipate del Comune di Modena ha aperto un fronte critico su più livelli di governance, trasparenza e controllo. Nel corso del Consiglio comunale, l’assessore Zanca ha illustrato in modo dettagliato i contenuti dei rilievi sia formali sia nodi strutturali, già sollevati in passato, rimasti in larga parte irrisolti dalla precedente amministrazione. La delibera di presa d'atto è stata approvata questa sera all'unanimità dal Consiglio comunale.

I cinque rilievi principali della Corte dei Conti

Statuto di Formodena – La Corte contesta la formula statutaria sulla composizione del Cda ('da tre a cinque membri'), ritenendola formalmente errata perché deve essere numericamente definita ('tre o cinque').
Agenzia Aess – Viene suggerita una revisione della forma giuridica, valutando la trasformazione da associazione a una struttura societaria più compatibile con la sua funzione pubblica. Si tratta di un invito, non di un obbligo, ma rientra nel più ampio tema della razionalizzazione.
Cambiamo – Sotto osservazione per le criticità nella gestione del PNRR e una governance giudicata inadeguata. La Corte raccomanda un monitoraggio finanziario stringente e una riforma della governance, anche per via delle perdite accumulate superiori al 10% del patrimonio netto.
AMO spa – Il caso più grave, con un ammanco di oltre 500mila euro riconducibile a comportamenti presumibilmente dolosi di una dipendente.
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La Corte invita all'attivazione di ogni misura per il recupero delle somme e la tutela del patrimonio pubblico. L’assessore conferma che l’assemblea dei soci ha già avviato azioni legali.
Seta spa – È il punto più complesso e politicamente rilevante. La Corte ribadisce che Seta deve essere considerata società a controllo pubblico, smentendo la posizione storica del Comune. In particolare, afferma che TPER– socio rilevante di Seta – è a sua volta società pubblica, e quindi si deve configurare un controllo pubblico con applicazione delle norme del T.U. sulle partecipate. La Corte dedica oltre 20 pagine a motivare questa posizione, in contrasto con le resistenze espresse da Modena e Bologna negli ultimi anni.
'Il sindaco Mezzetti, ha specificato l'Assessore Zanca - ha reagito con tempestività, inviando cinque lettere ufficiali ai soggetti coinvolti (Aess, Amo, Cambiamo, Formodena e Seta) per sollecitare chiarimenti, modifiche statutarie o azioni correttive. Sul caso Seta, il Comune si dice pronto ad aprire un confronto con i soci pubblici, anche alla luce del possibile intervento diretto della Corte su Tper'.
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Nato a Modena nel 1969, svolge la professione di giornalista dal 1995. E’ stato direttore di Telemodena, giornalista radiofonico (Modena Radio City, corrispondente Radio 24) e consigliere Corecom (C...   

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