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Stop alle relazioni col Governo di Israele: Rifondazione plaude De Pascale

Stop alle relazioni col Governo di Israele: Rifondazione plaude De Pascale

'Ci aspettiamo ora che il porto di Ravenna non sia più al servizio dell’invio di armi a Israele'


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'Il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele De Pascale, ha inviato una nota a tutte le strutture regionali per interrompere qualsiasi relazione istituzionale con il Governo Netanyahu. Rifondazione Comunista Emilia-Romagna valuta positivamente questa iniziativa e auspica che sia seguita da molte altre città, istituzioni e università della Regione. Ci aspettiamo ora che il porto di Ravenna non sia più al servizio dell’invio di armi a Israele e che anche il sistema economico, a partire da Confindustria, segua l’esempio della Regione interrompendo ogni relazione commerciale e militare con Israele'. A parlare sono Stefano Lugli e Paola Varesi di Rifondazione Comunista Emilia-Romagna
 

'Lo sterminio dei civili, la distruzione sistematica delle infrastrutture per rendere impossibile la vita a Gaza e favorire la deportazione di due milioni di gazawi sono stati evidenti fin dall’inizio delle operazioni militari, che assumono le caratteristiche di un genocidio. Se dopo la Puglia anche l’Emilia-Romagna interrompe le relazioni istituzionali con Israele il merito va alla vasta mobilitazione che da mesi sta riempiendo le piazze d’Italia e della Regione chiedendo lo stop all’invio di armi a Israele, condannando l’occupazione illegale della Palestina e il regime di apartheid che da decenni la popolazione di Gaza e della Cisgiordania subisce con il sostegno complice, aberrante e attivo di tutti i governi occidentali - continuano due esponenti comunisti -.
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Grande assente resta il governo Meloni, che continua a rimanere in silenzio, non ha il coraggio di dire parole di condanna del governo israeliano, rifiuta di riconoscere lo stato della Palestina e di interrompere le forniture di armi a Israele. Un silenzio, quello del governo Meloni, in linea con la scelta deliberata dell'UE e delle forze politiche che ne sono al governo (liberali, popolari e socialisti) di non attivare sanzioni politiche, economiche o militari contro Israele contribuendo a legittimare l’azione genocida del governo israeliano. Rifondazione Comunista continuerà a mobilitarsi contro il genocidio del popolo palestinese e contro il riarmo europeo, a partire dalle manifestazioni nazionali convocate per il 15 giugno a Marzabotto e per il 21 giugno a Roma'.
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