'I documenti, tenuti ancora segreti dal governo Conte, relativi agli anni 1979-1982 sono stati finalmente declassificati dal governo Draghi e consegnati all'Archivio Centrale dello Stato - riferisce Giovanardi - Trentadue di questi documenti sono stati significativamente uniti in un fascicolo intestato 'Ustica' e fanno riferimento al carteggio tra i Servizi italiani e la nostra ambasciata a Beirut' ossia con l'ex capocentro del Sismi a Beirut, colonnello 'Giovannone, dal momento del sequestro agli autonomi di Daniele Pifano dei missili terra-aria ad Ortona'. 'Adesso posso finalmente rendere pubblici gli appunti sui documenti che ho potuto a suo tempo consultare come membro della Commissione parlamentare sulla morte di Aldo Moro, che il governo Conte mi aveva diffidato dal diffondere', continua Giovanardi precisando di fare accenno soltanto a documenti 'che sono stati certamente depositati'.
'Il 16 novembre 1979 - rivela Giovanardi - si afferma che Arafat ha compreso che l'episodio di Ortona costituisce la prova, sino ad allora mancante, della collusione tra palestinesi e terrorismo internazionale, che potrebbe coinvolgerli in corresponsabilità per operazioni più efferate degli anni precedenti, tra cui la stessa vicenda di Aldo Moro; il 12 maggio 1980 si fa presente - rivela Giovanardi - che il 18 sarebbe scaduto l'ultimatum quale termine ultimo per la risposta da parte delle autorità italiane alla richiesta del fronte di scarcerare Saleh (referente dell'Fplp in Italia, finito in carcere proprio per i missili di Ortona ndr), notando che 'in caso di risposta negativa la maggioranza della dirigenza e la base del Fronte popolare liberazione Palestina intende riprendere - dopo 7 anni - la propria libertà di azione nei confronti dell'Italia, dei suoi cittadini e dei suoi interessi con operazioni che potrebbero coinvolgere anche innocenti. L'interlocutore ha lasciato capire che il ricorso all'azione violenta sarebbe la conseguenza di istigazione della Libia, diventata principale sponsor del Fplp, ha affermato che nessuna operazione avrà luogo prima della fine di maggio e probabilmente senza che vadano date specifiche comunicazioni''.
Giovanardi riferisce di un altro documento del 27 giugno 1980 alle ore 10 secondo cui 'l'Ffplp avrebbe deciso di riprendere totale libertà di azione senza dare corso ad ulteriori contatti a seguito del mancato accoglimento del sollecito del nuovo spostamento del processo. Se il processo dovesse aver luogo e concludersi in senso sfavorevole mi attendo reazioni particolarmente gravi in quanto l'Fplp ritiene essere stato ingannato e non garantisco sicurezza personale ambasciata Beirut'. Secondo Giovanardi 'da questi documenti e da quelli non ancora depositati si evince che l'episodio di Ortona mise in discussione il cosiddetto 'Lodo Moro'. Secondo quell'accordo i palestinesi potevano far passare liberamente armi ed esplosivo sul nostro territorio in cambio di una moratoria sugli attentati terroristici in Italia', continua Giovanardi per il quale 'ancora più inquietante risulta la presenza a Bologna il primo ed il due agosto del 1980', ossia il giorno prima e il giorno dopo la strage della stazione, 'del terrorista tedesco Thomas Kram, altro stretto collaboratore di Carlos'.
'Non si può poi non ricordare che domenica sarà l'anniversario dell'attacco terroristico di quattro palestinesi davanti alla sinagoga di Roma, tre dei quali mai identificati ed un quarto arrestato in Grecia e poi fatto fuggire, possibilità di attentato che i Servizi avevano segnalato, mentre quel mattino misteriosamente non c'era nessun servizio di vigilanza pubblica per proteggere la comunità ebraica. E' una lunga scia di sangue quella che connota i tre anni che vanno dal 1980 al 1982, sui quali gli storici dovrebbero riflettere ma soprattutto i magistrati continuare ad indagare - conclude l'ex ministro - adesso che le carte sono pubbliche e non esiste più quella 'ragion di Stato' che ha indotto troppi e per troppo tempo a voltarsi da un'altra parte o addirittura a mettere in atto pacchiani tentativi di depistaggio'.



