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'Su Autobrennero la scure della Corte dei Conti, Modena rischia'

'Su Autobrennero la scure della Corte dei Conti, Modena rischia'

Il consigliere provinciale Uniamoci Platis, illustra i risultati della ricognizione della Corte. Senza strategia a rischio anche il nodo Cispadana


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“Sulla base della recente ricognizione sulle società partecipate effettuata dalla Corte dei Conti, in ottemperanza al Decreto Madia, emerge una realtà allarmante sulla presenza di Modena, nella società Autobrennero. L'indicazione di portare da 14 a 5 il numero dei componenti del CDA provocherebbe di fatto ad una riduzione radicale, se non alla scomparsa, del peso specifico che la Provincia di Modena, con il suo 4%, oggi ricopre. Questo pone un problema politico enorme che, come dimostrato nell'annuncio da parte della provincia di opere per 60 milioni di euro chiesti ad Autobrennero, l'Amministrazione provinciale sembra rimuovere'. La segnalazione arriva dai Consiglieri provinciali Uniamoci Antonio Platis e Marco Caiumi 

'Autobrennero è costretta a diventare completamente a capitale pubblico per potere continuare ad avere in convenzione l'A22 e quindi. Gli enti locali come il Trentino Alto Adige acquisteranno presumibilmente le quote dei privati e questo farà scendere ulteriormente il peso specifico della provincia di Modena. Anche se la norma che indica per le società partecipate un amministratore unico e un massimo di 5 componenti del CDA, non sia completa e le indicazioni non rappresentano un obbligo vincolante, l'indirizzo è molto chiaro, così come le conseguenze negative su Modena in termini sia di dividenti sia di investimenti, e tra questi quello prioritario sulla Cispadana e delle opere viarie complementari.

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Ricordiamo che a fronte di un 4% rappresentato nel CDA di Autobrennero, la Provincia di Modena ha ricevuto 4 milioni di euro di dividendi che hanno garantito importanti entrate e di fatto la sopravvivenza dell'ente. E' chiaro che un passaggio politico di questo tipo deve essere affrontato e gestito.' I Consiglieri lamentano anche la mancata comunicazione da parte della Provincia, di un provvedimento importantissimo, che - dicono - la normativa 'obbliga a pubblicare, così come non ha fatto la provincia'.

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