Senatore, partiamo dalla cura del territorio. Recentemente la Regione ha pubblicato sul proprio sito istituzionale una sorta di vademecum nel quale si etichettano come 'fake news' anche le critiche sul tema della manutenzione fluviale e della cementificazione.
'Sicuramente sono circolate alcune fake news, a partire da audio assultamente falsi, ma mescolare alcune bufale enormi con critiche documentate alle gestione del territorio è un'operazione non corretta. Ricordo i miei Odg al Bilancio regionale respinti sul tema della cura del territoro e ricordo la conferenza stampa fatta a Modena più di un anno fa, il 27 maggio 2022, per denunciare le mancanze nella cura degli argini fluviali. I pochi soldi spesi sono stati usati per alzare gli argini, mentre poco si è fatto ad esempio sul tema della pulizia degli alvei'.
Poi c'è il tema dei 55 milioni restituiti. Anche in questo caso la Regione parla di notizia falsa.
'Quei soldi sarebbero serviti per il completamento dell’Idrovia Ferrarese ed è quindi vero che i lavori non avrebbero inciso sull'alluvione in Romagna. Detto questo, in base ai dati Ispra, Ferrara è la regione a più alto rischio alluvione, con l'80% del territorio potenzialmente alluvionabile. Non usare quindi fondi per la navigabilità significa non sfruttare anche risorse per migliorare i condotti idraulici. In sostanza, anche in questo caso, non si tratta di notizia falsa'.
Il centrosinistra smentisce in ogni circostanza di avere qualsivoglia responsabilità sulla tragedia avvenuta in Romagna.
'E' questo l'aspetto più grave. Secondo noi esistono responsabilità politiche serie e forti. Per dirla chiaramente: se in una Regione di centrodestra si fosse verificata una cosa simile, assisteremmo da settimane a girotondi nei palazzi romani. Noi viceversa abbiamo senso di responsabilità, non abbiamo alzato i toni e non abbiamo fatto polemica politica. Ma non si può nascondere la verità: sull'alluvione ci sono state responsabilità gravi e un'azione diversa di cura del territorio non avrebbe impedito il disastro, ma sicuramente avrebbe potuto mitigarlo. Nell'Italia governata anche dal Pd negli ultimi 10 anni, sono stati stanziati 10 miliardi per il dissesto idrogelogcio e solo il 43% è stato utilizzato. Nei prossimi 10 anni sono pronti altri 20 miliardi ma dobbiamo usarli bene.
Stante così le cose si può definitivamente archiviare l'ipotesi di Bonaccini commissario alla ricostruzione?
'Direi di sì e che sia naturale. Del resto non sta scritto da nessuna parte che il commissario debba essere il governatore: nelle Marche per esempio il commissario straordinario alla ricostruzione post sisma, non è il presidente della Regione, che pur è un esponente di Fdi. Ma, al di là di questo, non avrebbe senso dare la responsabilità della ricostruzione a chi ha gestito il terremoto come è stato gestito e a chi ha avuto, come ho detto, serie responsabilità sull'alluvione. Bonaccini gestisce già i soldi dell'emergenza, resta commissario straordinario per il dissesto idrogeologico, ma non è un sultano. Deve finire questa idea che in Emilia Romagna se non hai la tessera Pci-Pds-Ds-Pd non puoi dare risposte corrette. E' una bufala inaccettabile'.
Eppure sul terremoto Bonaccini parla da sempre di ricostruzione modello.
'L'idea che si sia messa in piedi una ricostruzione post sisma esemplare è la vera fake news. Alcune cose hanno funzionato, altre assolutamente no. Vi sono pollai diventati ville e gente che non ha avuto risarcimenti, bloccati dalla burocrazia. Questa è la verità.
Il viceministro Bignami ha criticato la Regione sottolineando come non sia ancora stato trasmesso al Governo, benché richiesto, nessun elenco degli interventi da eseguire chiedendo 2,3 miliardi subito, sulla fiducia. Per queste parole è stato attaccato dal Pd.
'Bignami ha assolutamente ragione. Ricordo a tutti che Bonaccini è da sempre commissario straordinario per il dissesto idrogeologico e che il decreto da 2,3 miliardi di euro rappresenta una cifra mai è stata stanziata prima da un Governo, di fronte alla quale lo stesso Bonaccini si è detto pienamente soddisfatto. Eppure il Pd ha iniziato a fare polemiche senza senso, prima sui Comuni esclusi dal decreto, quando per prassi istituzionale è la Regione a inviare al Governo l'elenco dei Comuni coinvolti, poi attaccando il ministro Musumeci su una intervista fatta a marzo sui tempi della ricostruzione. La loro vera paura è quella di perdere il potere della struttura commissariale della ricostruzione e della gestione del denaro come accaduto per il sisma e mettono in campo qualsiasi argomento per spostare attenzione dal vero tema. D'altra parte il centrosinistra dice di avere fretta nella nomina del commissario, ma poi se si chiede un elenco degli interventi da eseguire per poter iniziare a operare, non invia risposta. Una fretta a senso unico, mi pare. Tutti vogliamo una ricostruzione veloce e rapida, ma per ricostruire occorre avere il quadro di dove dover spendere'.
Giuseppe Leonelli



