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Tpl, Pulitanò e Arletti (Fdi): 'Corte dei Conti smentisce Regione, progetto di azienda unica non sta in piedi'

Tpl, Pulitanò e Arletti (Fdi): 'Corte dei Conti smentisce Regione, progetto di azienda unica non sta in piedi'

I consiglieri regionali Fdi: 'Servono trasparenza, controllo pubblico e rispetto dei territori'


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A seguito di un’interrogazione dei consiglieri regionali di Fratelli d’Italia, Ferdinando Pulitanò e Annalisa Arletti, a ottobre la Regione Emilia-Romagna aveva assicurato che entro l’autunno sarebbe arrivato un progetto chiaro per la creazione dell’azienda unica regionale del trasporto pubblico locale. L’assessore aveva rivendicato l’inserimento, nel programma di mandato del presidente De Pascale, del progetto di accorpamento delle società e della nascita di un “grande soggetto regionale” del TPL, ritenuto l’unico antidoto all’ingresso di operatori esteri.

'Oggi scopriamo che quella ipotesi non è compatibile con la normativa vigente, come affermato dal presidente della Sezione di controllo della Corte dei Conti. Un altro buco nell’acqua quindi per la Giunta regionale. La posizione della Corte dei Conti è chiara e richiama al rispetto del Testo Unico sulle Partecipate e alle garanzie di controllo pubblico, trasparenza e coerenza territoriale, condizioni che la sinistra cerca di non rispettare pur di continuare con i propri giochi di potere e interessi', ha attaccato il consigliere regionale e vice capogruppo in Regione per Fratelli d’Italia, Ferdinando Pulitanò.


'Mentre la Giunta De Pascale continua imperterrita ad insistere su un modello che accentra potere decisionale e riduce il ruolo dei territori, con evidente ricaduta sui servizi e sul benessere dei cittadini, gli organi di garanzia mettono nero su bianco che quella strada non è praticabile.
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E le gravi lacune di governance dell’attuale SETA — dove il controllo pubblico è spesso più teorico che reale — mostrano quanto sia fragile l’attuale sistema, e quanto rischioso sia forzare ulteriori accorpamenti, mettendo a nudo le intenzioni e gli errori della sinistra', ha continuato Pulitanò.


'In questo scenario, il modello di ‘azienda unica regionale’ promosso tramite TPER rischia di creare un mostro partecipato: una struttura enorme ma con scarsa responsabilità verso le comunità locali, dove non vengono garantiti meccanismi reali di partecipazione, trasparenza e tutela degli utenti', ha proseguito il consigliere regionale.


'Ci tengo a sottolineare, poi, che le osservazioni della Corte dei Conti rappresentano un richiamo formale e molto netto alla necessità di operare nel pieno rispetto della legalità e delle norme sulle partecipate pubbliche, ma la Regione, nonostante tali rilievi, non ha ancora chiarito se intenda rivedere il percorso avviato o procedere comunque verso l’aggregazione', ha detto Pulitanò.


'Ora chiediamo quindi che la Regione chiarisca subito cosa intende fare. Vuole procedere comunque, ignorando i rilievi della Corte dei Conti? E soprattutto: perché ha continuato a promuovere un progetto che — secondo chi vigila sulla legalità degli assetti societari — non sta in piedi?
Prima di qualunque fusione, servono garanzie precise, criteri trasparenti e una governance realmente partecipata. Vorremo sapere poi quali elementi tecnici e giuridici ritenga la Regione di poter utilizzare per superare le criticità normative evidenziate dalla Corte', ha aggiunto poi il consigliere regionale Annalisa Arletti.


'La Giunta ci dica poi come intende garantire, in caso di prosecuzione del progetto, il rispetto dei principi di controllo pubblico effettivo, trasparenza, coerenza territoriale e partecipazione dei territori. Inoltre vorremmo sapere se sia stato predisposto uno studio di impatto sulla governance attuale di SETA spa e sugli attuali assetti di TPER spa, con particolare riferimento ai rischi di eccessiva concentrazione decisionale e ai potenziali conflitti di interesse', ha specificato il consigliere di FDI.


'Infine vorremmo sapere se la Giunta intenda coinvolgere formalmente gli enti locali e le conferenze territoriali nel processo decisionale, prima di qualsiasi eventuale fusione o accorpamento delle società del TPL e quali iniziative urgenti intenda adottare per garantire che la riorganizzazione del TPL regionale avvenga nel pieno rispetto della legalità, della trasparenza e della tutela dei cittadini e dei lavoratori.
Il trasporto pubblico locale merita serietà e rispetto dei territori, non le solite scorciatoie politiche adottate da troppo tempo da chi amministra la Regione', ha concluso Arletti.

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