'Mentre la Giunta De Pascale continua imperterrita ad insistere su un modello che accentra potere decisionale e riduce il ruolo dei territori, con evidente ricaduta sui servizi e sul benessere dei cittadini, gli organi di garanzia mettono nero su bianco che quella strada non è praticabile. E le gravi lacune di governance dell’attuale SETA — dove il controllo pubblico è spesso più teorico che reale — mostrano quanto sia fragile l’attuale sistema, e quanto rischioso sia forzare ulteriori accorpamenti, mettendo a nudo le intenzioni e gli errori della sinistra', ha continuato Pulitanò.
'In questo scenario, il modello di ‘azienda unica regionale’ promosso tramite TPER rischia di creare un mostro partecipato: una struttura enorme ma con scarsa responsabilità verso le comunità locali, dove non vengono garantiti meccanismi reali di partecipazione, trasparenza e tutela degli utenti', ha proseguito il consigliere regionale.
'Ci tengo a sottolineare, poi, che le osservazioni della Corte dei Conti rappresentano un richiamo formale e molto netto alla necessità di operare nel pieno rispetto della legalità e delle norme sulle partecipate pubbliche, ma la Regione, nonostante tali rilievi, non ha ancora chiarito se intenda rivedere il percorso avviato o procedere comunque verso l’aggregazione', ha detto Pulitanò.
'Ora chiediamo quindi che la Regione chiarisca subito cosa intende fare. Vuole procedere comunque, ignorando i rilievi della Corte dei Conti? E soprattutto: perché ha continuato a promuovere un progetto che — secondo chi vigila sulla legalità degli assetti societari — non sta in piedi?
'La Giunta ci dica poi come intende garantire, in caso di prosecuzione del progetto, il rispetto dei principi di controllo pubblico effettivo, trasparenza, coerenza territoriale e partecipazione dei territori. Inoltre vorremmo sapere se sia stato predisposto uno studio di impatto sulla governance attuale di SETA spa e sugli attuali assetti di TPER spa, con particolare riferimento ai rischi di eccessiva concentrazione decisionale e ai potenziali conflitti di interesse', ha specificato il consigliere di FDI.
'Infine vorremmo sapere se la Giunta intenda coinvolgere formalmente gli enti locali e le conferenze territoriali nel processo decisionale, prima di qualsiasi eventuale fusione o accorpamento delle società del TPL e quali iniziative urgenti intenda adottare per garantire che la riorganizzazione del TPL regionale avvenga nel pieno rispetto della legalità, della trasparenza e della tutela dei cittadini e dei lavoratori.

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