Trasporto pubblico: Sinistra italiana presidia le pensiline
Capillare attività informativa agli utenti su problemi e proposte: 'Prezzi troppo alti per un servizio scadente'
11 maggio 2017 alle 10:45
2 minuti di lettura
'Cosa succede al trasporto pubblico modenese, a una mobilità sempre più fondata sulla dittatura dell'automobile privata, sulla congestione e sul traffico, sulla costruzione di nuove (e inutili) strade e autostrade e che ormai non investe più nello spostamento collettivo di qualità?
Cosa sono questi scioperi che si susseguono e le polemiche incrociate che leggiamo sui giornali?
La politica ha qualcosa da dire, dato che la maggioranza di Seta è pubblica e che il bilancio aziendale risulta in attivo?
Sono queste le domande che ci siamo posti - da cittadini e utenti prima che da militanti - e che nella mattinata di oggi ci hanno spinto a riversarci, in piccoli gruppi, alle principali fermate cittadine (stazione treni, autostazione, Policlinico) per distribuire un volantino con le nostre idee e per parlare con gli autisti e i lavoratori che usano i mezzi pubblici.
Ci sono problemi che segnalano un complessivo calo di qualità del servizio: la riduzione del numero delle corse, l'aumento di quelle che ogni giorno saltano per mancanza di personale, orari di lavoro per gli autisti che arrivano anche a 15 ore continuate (di cui 13 alla guida), l'innalzamento costante del prezzo della singola corsa (oggi arrivato in città
a 1,50 €), un parco autobus vecchio e rinnovato con mezzi usati alimentati a diesel (quando si dovrebbe puntare sui bus elettrici).
C'è chiaramente il tema dell'utenza: bisogna ridurre il prezzo del biglietto e rendere più accessibile il servizio non solo per chi ha un abbonamento, ma anche per i precari, i migranti, gli studenti fuori-sede e per quei cittadini in difficoltà che ne fanno un uso saltuario ma costante e per i quali l'autobus è l'unico strumento di spostamento a lungo raggio; non solo, bisogna coprire tutte le fasce orarie (comprese quelle serali e notturne).
Abbiamo l'ambizione di vivere in una città europea. Ma questo non deve essere solo uno slogan: vogliamo un trasporto pubblico che sia nei fatti europeo.
Sostenibile ecologicamente, economicamente accessibile, regolato da contratti di lavoro dignitosi.
Ieri abbiamo letto l'annuncio dell'assessore Donini secondo cui entro il 2019 le tre grandi compagnie del trasporto pubblico emiliano-romagnolo (Seta, Start Romagna, Tper) dovrebbero confluire in un'unica grande azienda regionale; bene, il viatico gestionale è giusto, prima però risolviamo i problemi locali e più pratici perché basta poco'
Galleria fotografica: i rappresentanti di Sinistra Italiana e Cosmolab questa mattina alle fermate dei bus
e copia del volantino distribuito
Redazione Pressa
La Pressa è un quotidiano on-line indipendente fondato da Cinzia Franchini, Gianni Galeotti e Giuseppe Leonelli. Propone approfondimenti, inchieste e commenti sulla situazione politica, sociale ed ec...
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