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Una studentessa di Pavullo scrive a Bonaccini: 'Basta vogliamo vivere'

Una studentessa di Pavullo scrive a Bonaccini: 'Basta vogliamo vivere'

'La verità è che noi vogliamo solo essere rispettati. La verità è che vogliamo vivere, dato che è da un anno che esistiamo e basta'


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Pubblichiamo la lettera aperta di una studentessa di Pavullo rivolta al presidente della Regione Stefano Bonaccini. Nel mirino le difficoltà legate alla restrizioni per la pandemia e in particolare l'odissea causata dal servizio di trasporto pubblico in montagna.

Buongiorno presidente Bonaccini,

Mi chiamo Camilla Costantini, frequento la terza superiore del liceo delle scienze umane a Pavullo nel Frignano e sono tra i tanti studenti che di questa situazione non ne possono più.
Abbiamo accettato di andare a scuola e tenere una mascherina per cinque ore; abbiamo accettato di non poterci spostare dal nostro banco nemmeno durante l'intervallo; abbiamo accettato di mettere i nostri parenti e noi stessi a rischio perché sulle corriere le norme anti-covid non vengono rispettate, ce ne avevate promesse di più per evitare gli assembramenti ma queste corriere, io, non le ho mai viste; abbiamo accettato di andare a scuola solo per fare verifiche e interrogazioni, perché i prof non si fidavano a farle in dad; abbiamo accettato di tornare in presenza l'ultimo mese di scuola, consapevoli che i contagi aumenteranno e che quindi, forse, ci rovineremo l'estate; ma la cosa più difficile che siamo riusciti ad accettare è di non poter ancora vivere in modo normale la nostra adolescenza.
Ma non ci siamo mai lamentati, abbiamo sempre accettato tutto...
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abbiamo sempre accettato e ci siamo sempre adattati alle regole da voi imposte.

Ma adesso basta.
Io non vivo solo per andare a scuola e il pomeriggio voglio avere il tempo di fare qualcosa per me, di potermi prendere una pausa da questa situazione snervante.
E lei dirà 'vabbè alle 15 arrivate a casa'... Purtroppo no. Io e molti altri studenti non abitiamo nella stessa città in cui andiamo a scuola e le corriere non arrivano ovunque: una mia amica abita in un paesino dove non ne passano mai e dovrebbe farsi venire a prendere dai suoi genitori, ma sono a lavoro. Altri arriverebbero a casa alle sei di sera. E lei dirà ancora 'vabbè, ma poi c'è il tempo per riposarsi'... No. Ci sono tutti i compiti da fare e le mille verifiche per cui dobbiamo studiare, dato che è maggio.
'Non avete voglia di andare a scuola, ecco perché fate così' dicono alcuni, ' studiate e non lamentatevi' dicono altri. Ma la verità è che noi vogliamo solo essere rispettati.
La verità è che vogliamo vivere, dato che è da un anno che esistiamo e basta.

Camilla Costantini
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