A dichiararlo è il capogruppo di Forza Italia in Consiglio comunale, Piergiulio Giacobazzi, a seguito della risposta ricevuta oggi in aula dall’assessore alla Sicurezza Alessandra Camporota, in merito alle presunte irregolarità legate all’autovelox installato sulla tangenziale modenese modello T-Exspeed 2.0 oggetto di indagini nazionali sfociate nel sequestro di dispositivi in diverse zone d’Italia e lo spegnimenti a Formigine.
'Come è stato confermato ufficialmente – prosegue Giacobazzi – il dispositivo in questione ha ricevuto l’approvazione ministeriale solo nel 2023. Eppure, era già in funzione almeno dal 2020. In quei tre anni ha prodotto decine di migliaia di multe, nonostante mancasse qualsiasi forma di autorizzazione formale. Non si tratta solo di un vizio procedurale: siamo di fronte a un’anomalia sostanziale e potenzialmente illegittima che rischia di aprire un fronte giudiziario devastante'.
'Inoltre c’è una seconda, allarmante, anomalia: la totale assenza di terzietà nei controlli tecnici sugli apparecchi. Ci troviamo in una situazione paradossale – denuncia Giacobazzi – in cui il produttore del dispositivo, il suo rivenditore esclusivo e il soggetto che si occupa della taratura e della manutenzione sono di fatto la stessa filiera. È una palese violazione del principio di imparzialità e controllo terzo, soprattutto in un ambito delicato come quello della sicurezza stradale e delle sanzioni amministrative'.
Giacobazzi chiede ora che il Comune di Modena faccia piena chiarezza e prenda provvedimenti: 'Serve una verifica indipendente su quanto accaduto. E chiediamo fin da ora che tutti gli incassi derivanti dalle sanzioni elevate con dispositivi non omologati vengano accantonati in un fondo di garanzia. L’uso scorretto della tecnologia a fini sanzionatori, se confermato, rappresenterebbe un abuso ai danni dei cittadini e un pericoloso precedente per tutta la pubblica amministrazione'.



