'Nel suo partito viene definito un politico poliedrico: la realtà è che un saltafossi della politica. Va dove gli conviene andare e amministra in base alle mode del momento o meglio della suo tornaconto politico. Durante la campagna elettorale per la sua rielezione a sindaco del 2021, promise che il primo atto del nuovo mandato sarebbe stata l’adozione del PUG (piano Urbanistico Generale). Cosa che non ha fatto ed è facile capire il perché: il PUG avrebbe fatto decadere tutti i comparti edificatori non iniziati previsti dal Comune di Ravenna, creando un’emorragia di consensi da parte delle coop rosse e delle società della galassia Pd. Eccolo allora prodigarsi nel dare il via al secondo POC (Piano Operativo Comunale) che prevede la realizzazione di ben 13 comparti, tra cui quello della famigerata “bretella” di Porto Fuori. Un piano approvato con i voti favorevoli, convinti ed addirittura entusiasti della maggioranza in Consiglio comunale formata da PD e partiti alleati. Per la cronaca: noi de La Pigna abbiamo votato convintamente contro - continua Verlicchi -. E poco importa al “green” a corrente alternata de Pascale, se Ravenna grazie a lui ha conquistato il poco onorevole primato di territorio più cementificato della Regione'.
'Certo è che quando la regione annunciò il giro di vite sulla cementificazione, lui prontamente si dichiarò favorevole per poi non ottemperare a nulla di quanto imposto dalla stessa. L’incoerenza di De Pasacale, dicevamo. A riprova c’é la dichiarazione del 19 dicembre 2017, a corredo della firma da lui apposta insieme ad altri sindaci Pd della Regione, all’appello intitolato “incoraggiamo e sosteniamo il progetto di legge regionale sulla tutela e l’uso del territorio, auspicandone una celere approvazione e attuazione” e che sanciva “vediamo con favore



