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Via Giardini, eseguito lo sfratto: la rabbia del Guernica

Via Giardini, eseguito lo sfratto: la rabbia del Guernica

La polizia: 'Si è proceduto a liberare l'immobile riconsegnandolo a proprietario'. Il Guernica: 'Laddove si chiedono diritti la risposta è il manganello'


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La polizia ha sfrattato questa mattina l'appartamento di via Giardini di Modena, oggetto da tempo di provvedimento di sfratto.

LA VERSIONE DELLA POLIZIA

'Dopo un’intensa attività di mediazione effettuata dalla Digos con la parte oggetto del provvedimento di liberazione dell’immobile –una tunisina di 38 anni - ed iniziata sin dalle 8,30 di questa mattina alla presenza di un gruppo di appartenenti del locale movimento antagonista Guernica, che ostacolavano le attività dell’ufficiale giudiziario, è stata data esecuzione con l’assistenza della forza pubblica al provvedimento di riconsegna dell’immobile al legittimo proprietario. La donna, infatti, si è fatta trovare davanti la porta d’ingresso dell’abitazione “assistita” da un gruppo di manifestanti che sostenevano le ragioni di quest’ultima. Sul posto è intervenuta anche una pattuglia della Polizia Municipale e le operazioni sono state svolte in stretto raccordo con i servizi sociali di Modena che, già interessati della vicenda, hanno posto a disposizione del nucleo familiare un ambiente in una struttura alberghiera, cosa che è stata rifiutata dall’interessata. Pertanto, dopo una resistenza passiva esercitata dai manifestanti che ha costretto gli uomini del Reparto Mobile a spostarli di peso si è proceduto a liberare l’immobile e riconsegnarlo al proprietario che ha provveduto alla messa in sicurezza. Intervenuta sul posto anche un’ambulanza per assistere

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un’amica della donna che avrebbe accusato un malore per via del turbamento causato dalla situazione'.



LA VERSIONE DEL GUERNICA

'Stamattina al picchetto antisfratto di Sanaa in via Giardini la proprietà con forza pubblica intima lo sfratto senza alcuna soluzione degli assistenti sociali. Nei diversi colloqui le istituzioni addette al caso hanno proceduto attraverso ricatti morali, le cui finalità volevano essere separare la famiglia, con un bimbo le cui condizioni di salute sono precarie, senza la minima certezza/proposta di un alloggio. La proprietà con il beneficio della questura e di istituzioni silenziose strattonano e calciano famiglie e solidali per eseguire l'ennesimo sfratto nella città dei record dell'emergenza abitativa. Questa è la politica di questa città: laddove si chiedono diritti la risposta è il manganello'.

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