E Modena sta a guardare...
Eh sì, questa volta Modena sta proprio a guardare; come mai? Le ragioni sono principalmente due: lo scarso peso dei nostri amministratori in sede regionale (nonostante la presidenza di Bonaccini), ma, fondamentalmente, lo scarso interesse dimostrato dai nostri amministratori a livello provinciale (nonostante tecnici di grande competenza e passione come Roberto Ori) e comunale (sia Modena che la bassa) ad un’opera che avrebbe potuto portare notevoli flussi di quel turismo che ora chiamiamo “diffuso”. Da una parte, troppo concentrati sulla “terra dei motori”; dall’altra o disinteressati o chiusi nel campanilismo delle loro piccole ciclabili di campagna che al massimo portano qualche decina di ciclisti. Certo è che il percorso modenese avrebbe certamente potuto essere molto attrattivo, passando per centri importanti come Carpi, ed, eventualmente, anche Nonantola.
Peccato; un’occasione persa. Ma non è stato sempre così.
Il nostro luminoso passato di ferrovie...
Era il lontano 1875 quando venne completata la ferrovia che collegava Verona a Modena. Poco dopo, però si iniziò a progettare un nuovo collegamento tra Verona e Bologna; esso venne inaugurato solo il 1° febbraio 1924, cinquant’anni dopo quello che arrivava a Modena! Risultato? Due ferrovie, ambedue a binario unico (fino a poco fa). Ora, il tempo medio di viaggio in treno da Modena a Verona Porta Nuova è di 3h 15min per percorrere 86 km (media 26,6 km/h) più o meno il tempo che occorrerebbe ad un medio ciclista per percorrere lo stesso tragitto, di più che per andare a Milano, finanche a Roma e quasi a Napoli.
… E strade
Nel 1959, su spinta della regione Trentino Alto Adige, i rappresentanti degli Enti Pubblici che vanno da Bolzano a Modena costituirono la Società Autobrennero.
Ma la cosa che va evidenziata è un’altra: questa importante arteria passa a Modena, non a Bologna. Come mai? La prima risposta è che nelle intenzioni dei promotori, essa avrebbe dovuto arrivare al porto di Livorno nel Tirreno, costituendo così un’importante dorsale tra nord Europa e Mediterraneo. Il progetto sembra poi che sia stato stoppato dagli amici bolognesi, forse per non penalizzare il porto di Ravenna, ma questo è pettegolezzo, non storia. Certamente, negli anni ‘60, ci fu chi spinse con grande energia per raggiungere tale importante risultato che pone oggi Modena (città dell’Unesco) al centro della grande viabilità europea nord/sud. Alcuni nomi li vorrei ricordare, scusandomi per chi non cito, non per cattiveria, ma semplicemente per scarsa conoscenza dei fatti.
Altri tempi…
Qualcuno vuole provare a fare qualche confronto con i nostri attuali parlamentari eletti nel modenese? Ecco, quindi, un breve ricordo di Giuseppe Medici.
Figlio di un muratore
Docente nelle principali università italiane
Autore di numerosi studi, in particolare sull’agricoltura
Parlamentare dal 1948 al 1976 Presidente della Conferenza mondiale dell'ONU per i problemi della fame nel mondo
Contribuì alla pubblicazione del volume 'Il mondo ha sete' Nel 1969 presiedette la Conferenza Nazionale delle Acque.
Presidente della Montedison
Presidente di Nomisma
Nove volte ministro:
· Ministro dell'agricoltura e delle foreste nel I Governo Fanfani e nel Governo Scelba. · Ministro del bilancio nel Governo Fanfani II; · Ministro per la pubblica istruzione nel Governo Segni II; · Ministro per la riforma della pubblica amministrazione nel Governo Fanfani IV; · Ministro degli Affari Esteri nel Governo Leone II e Governo Andreotti II;
· Ministro dell'industria e del commercio nel I° e nel II° Governo Moro
Franco Fondriest



