Come dire, poteva andare meglio. Perché se dei 250.000 euro messi a disposizione alla fine circa un terzo quello che sarà utilizzato allo scopo perché i privati non sono pronti ad investire per usufruirne il segnale non è dei più incoraggianti. O almeno non tali da potere sperare di vedere di nuovo pieni e accesi quelle decine di locali ad uso commerciale abbandonati, vuoti e spenti.
I 16 progetti giudicati ammissibili al primo esame riguardano infatti attività già presenti nella zona: bar, alimentari, fino all’artigianato di servizio, come una parrucchiera, un manutentore, un’erboristeria o un restauratore di strumenti musicali. In otto casi, gli interventi di riqualificazione delle strutture si accompagnano ad attività di riqualificazione organizzativa e gestionale.
La giunta comunale, su proposta del sindaco Gian Carlo Muzzarelli e dell’assessora alle Attività economiche Ludovica Carla Ferrari, ha già deciso di verificare la possibilità di utilizzare le risorse residue per ulteriori iniziative di sostegno alla riqualificazione delle attività commerciali nella zona interessata dal Progetto Periferie (“Ri-generazione e innovazione” per l’area Nord di Modena) che prevede anche diversi interventi urbanistici, edilizi e infrastrutturali.

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