Il canone iniziale era stato fissato a 41.580 euro annui, IVA esente. Come previsto dalle clausole contrattuali, il canone è soggetto ad aggiornamento annuale sulla base dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, diminuito al 75%.
Nel 2024, il canone era già stato adeguato a 41.829,48 euro. Per l’anno 2025, l’aggiornamento ISTAT ha comportato un ulteriore incremento dello 0,975%, portando il nuovo importo annuo a 42.237,32 euro. Tale aumento è stato formalizzato con una determinazione dirigenziale che ha previsto l’integrazione degli impegni di spesa per ciascuna annualità 2025, 2026 e 2027, pari a 407,84 euro, con estensione anche all’annualità 2028.
La razionalizzazione degli affitti: processo che arranca
Al di là dei numeri e dei costi degli affitti, il punto è più politico e amministrativo. Gli immobili di via Santi e la grande quantità di locali presi in affitto dal Comune di Modena nello stesso comparto di via Santi, e che ancora pesano per oltre mezzo milione di euro, in anni e in contesti economici e sociali lontani e diversi da quelli attuali, continuano a rappresentare un problema per le casse comunali. Non solo per gli affitti (passivi appunto), ma anche per i costi energetici. Pur oggetto di interventi di riqualificazione, gli immobili in oggetto rimangono datati, fortemente energivori e con elevati costi di gestione. Per questo, da anni, l'obiettivo dichiarato delle diverse amministrazioni era il superamento se non la riduzione degli affitti passivi ad essi relativi, anche e soprattutto attraverso l'utilizzo di altri immobili di proprietà comunale. Anche in relazione al fatto che il personale alle dirette dipendenze dell'ente si è via via ridotto.Un processo, quello di razionalizzazione degli immobili affittati dal comune per le proprie funzioni, che sembra essere rimasto sulla carta. E l'ultimo esempio di rinnovo di locali in affitto in aggiunta, dal 2023, di quelli già locati, in parte lo conferma.
Gi.Ga.



