La vicenda riporta ad un affidamento diretto effettuato nel gennaio 2016 alla società Gala per la fornitura temporanea di energia necessaria allo svolgimento delle due tradizionali fiere cittadine. A causa della mancata ricezione di un preventivo da parte dell’azienda, il Comune impegnò una somma basata sui costi sostenuti l’anno precedente. Tuttavia, le fatture, una volta inviate, risultarono con importi superiori, generando una lunga trattativa tra l’amministrazione e la società, interrotta anche dalla messa in liquidazione di Gala.
Dopo anni di contenzioso e pagamenti rimasti in sospeso, solo nel gennaio 2025 Gala ha rinviato formalmente le fatture respinte nel 2016, portando il Comune a riconoscerne la validità e a liquidarle. Successivamente, la società fornitrice ha inviato anche una fattura per gli interessi di mora maturati nel periodo intercorrente tra l’emissione originaria e il pagamento effettivo. La cifra maturata in 9 anni, in relazione all'importo delle fatture emesse, ammonta a 20.885 euro
Con una determinazione dirigenziale del'11 agosto scorso, il Comune ha disposto un impegno di spesa per saldare il dovuto.
Un saldo che riferendosi ad interessi passivi, poteva essere evitato se solo la questione fosse stata chiarita e affrontata per tempo. E, pur senza essere esperti contabili, si può con certezza dire che 9 anni di tempo erano sufficienti per farlo.
Gi.Ga.



