Il corteo si è mosso ordinatamente verso il municipio, attraversando il cuore della città. In silenzio, ma con un messaggio inequivocabile: la città è stanca di vivere nella paura. 'Non si può più uscire di casa dopo le otto di sera', ha raccontato una commerciante del centro. 'Per tornare alla macchina ho paura, anche solo per pochi metri', ha aggiunto un’altra residente. In molti hanno parlato, prendendo la parola spontaneamente durante la manifestazione, per condividere esperienze, delusioni, disagi.
Tra le testimonianze più forti, quella di un autista di autobus che ha denunciato la presenza di persone che dormono sui mezzi pubblici, rompono i bagni e creano un clima di paura soprattutto tra i più giovani. Una psicologa, con quindici anni di attività in centro storico, ha raccontato di aver dovuto trasferire il suo studio: 'Vignola è cambiata – ha detto – molti stranieri non rispettano le regole, vivono di espedienti. Non è razzismo, è realtà'. Una giovane imprenditrice ha invece sollevato un altro problema: 'Le regole valgono per tutti? Sembra che non siano applicate con la stessa severità'.
Le richieste dei cittadini sono state numerose e concrete: più presenza delle forze dell’ordine, una migliore illuminazione pubblica nelle zone sensibili, la chiusura dei bagni pubblici utilizzati per lo spaccio, lo sgombero di edifici occupati – come quello segnalato di fronte a una scuola elementare – e un presidio più costante del territorio da parte della Polizia Locale.
Il sindaco Emilia Muratori era presente. Ha ascoltato e ha risposto alle domande dei cittadini, ma il suo intervento ha generato diversi segnali di disapprovazione. 'Non è vero che non abbiamo fatto nulla – ha dichiarato – ma la situazione è complessa e gli strumenti a disposizione sono pochi. Noi non possiamo controllare tutto'. Una dichiarazione che ha suscitato reazioni forti dalla folla, con cittadini che le hanno contestato apertamente la mancanza di iniziativa e la debolezza dell’azione amministrativa.
'Al sindaco sono state fatte domande precise, ma non ha saputo rispondere. Ha detto che serve più presenza dei carabinieri, ma non è questa la soluzione. Il problema è a monte: bisogna far rispettare le regole. Serve la certezza della pena. Senza quella, non ci sarà mai sicurezza, e non è chiedendo solo personale al Ministro Piantedosi che si affronta e tantomeno si risolve il problema sul territorio. Del resto gli esempi di cosa di efficace possono fare le amministrazioni ci sono, a partire da Ferrara' - afferma Barbara Badiali che ha annunciato a La Pressa l'intensione di tornare in piazza dopo le ferie estive, in concomitanza con la riapertura delle scuole.
Non è mancata nemmeno una stoccata agli altri amministratori del territorio: 'Nessun rappresentante degli altri Comuni dell’Unione Terre di Castelli era presente, nemmeno l’assessore alla sicurezza. Eppure, io sono di Marano e anche realtà come Marano stanno affrontando gli stessi problemi, se non peggiori'.
Tra le varie 'notizie' emerse nel corso dell'incontro anche che l'amministrazione ha accolto la richiesta avanzata dalle opposizioni di convocare un consiglio comunale straordinario interamente dedicato al tema della sicurezza.
Gi.Ga.



