'Come ammesso dal sindaco nella risposta al nostro quesito, il quadro relativo all’agibilità del complesso non è minimamente mutato rispetto al 2008. Rimangono infatti interdette all’uso le ex lavanderie (sia al piano terra che al primo piano), i cui solai presentano gravi problemi strutturali che richiederebbero circa 1,1 milioni di euro di interventi mai finanziati e la cosiddetta Camera della Contessa, chiusa al pubblico a causa di un generale ed evidente ammaloramento dei locali. Inoltre, dal 2008 ad oggi non è stata effettuata alcuna nuova prova di carico o indagine strutturale per superare i limiti di agibilità, mentre sul fronte della sicurezza antincendio si è ancora in attesa dell'ottenimento del Certificato di Prevenzione Incendi (CPI) per i lavori avviati nel 2023'.
'Prendiamo atto che quanto sbandierato finora era solo propaganda - dichiarano i consiglieri Mirco Zanoli e Lodovica Boni -. Mentre si fa festa per le visite e si vagheggiano grandiosi scenari futuri, la realtà documentale ci dice che le porzioni inagibili e degradate di Villa Boschetti sono esattamente le stesse dal 2008. Dopo anni di annunci, l'Amministrazione ammette che per recuperare davvero la Villa servono risorse che non ha e che il tentativo di accedere a bandi regionali è fallito. San Cesario merita trasparenza: basta narrazioni trionfalistiche, si affrontino i problemi reali della nostra gemma storico-architettonica con concretezza e priorità chiare'.


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