'Lo chiedo da donna, da madre e da cittadina: veramente Laura Boldrini, la donna che ricopre il piu' alto incarico della Repubblica Italiana, non ha nulla da dire sui gravissimi stupri di Rimini commessi da un branco di vermi magrebini? Veramente, in nome della difesa ideologica dell'immigrazione di massa, e' disposta ad accettare la violenza sessuale come un male necessario del multiculturalismo?'. Lo scrive su Facebook il presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni.
Nel frattempo la comunita' musulmana bolognese condanna senza appello le parole choc con il quale il giovane pakistano Abid Jee ha commentato sui social lo stupro di Rimini.
'Non voglio che la comunita' sia abbinata a questo fatto terribile. Quelle parole sono come sassate verso quella ragazza, che in questo modo continua ad essere stuprata', si dissocia il portavoce degli islamici bolognesi, Yassine Lafram. 'Abbiamo provato rabbia per quel commento, se possibile piu' ancora di quella per lo stupro. Purtroppo- constata- vedo che veniamo trascinati ancora una volta in situazioni che non ci riguardano'.
Lafram afferma di non conoscere il mediatore culturale, ora sospeso dalla cooperativa per cui lavorava ('Siamo circa 40.000 musulmani solo nella Citta' metropolitana di Bologna.
La sindacalista Ugl considera il pensiero del mediatore 'espressione di una cultura che nega i diritti delle donne e ripudia i nostri principi costituzionali'.
Frasi come quella di Abid Jee 'mettono a nudo il sentire comune di chi reputa la donna inferiore all'uomo e le nega i diritti principali, per primo quello della liberta' di scelta'.
Quelle parole secondo Bevilacqua 'rimbombano nel silenzio delle stesse donne che cianciano di Ius Soli e Ius cultura e che regalerebbero la cittadinanza agli under 12 dopo appena 5 anni di scuola.
Il portavoce degli islamici bolognesi, Yassine Lafram: 'Ovviamente non voglio giustificare in alcun modo quanto accaduto, ma non caschiamo dal pero dopo questo episodio. Io- dice Lafram- inviterei anche ad andare a leggere cosa si scrive dei musulmani dopo ogni attentato. Questo succede ogni giorno'. Durissime invece le parole della sindacalista Ugl Tullia Bevilacqua che considera il pensiero del mediatore 'espressione di una cultura che nega i diritti delle donne e ripudia i nostri principi costituzionali'



