Richetti, da numero 2 di Azione, col suo intervento in appoggio al presidente della Provincia Fabio Braglia ha smentito in toto i colonelli calendiani sul territorio, Stefania Cargioli, Simone Morelli e Paolo Zanca, aderendo insieme al sindaco Massimo Mezzetti alla linea 'assolutoria' del Pd sul caso Fondazione.
Ma, al di là del merito della questione, in molti hanno visto nell'uscita del parlamentare di Fiorano un primo tentativo concreto di smarcarsi dalla linea più spostata sul centrodestra che Carlo Calenda sembra voler imporre ad Azione. 'Tajani il centrodestra vuole allargarlo, io voglio sconfiggerlo' - aveva detto 10 giorni fa Richetti a Sky Tg24, prendendo le distanze dal suo leader, e con la mossa modenese ha dato gambe a questa impostazione.
Questo significa un grande ritorno di Richetti alla casa madre Pd con la quale tanto litigò? Per ora è prematuro, ma certamente l'ex 'Mr Parlamento' sta adottando la più classica delle politiche dei due forni. Se Calenda si sposta a destra, peraltro appoggiando una nuova legge elettorale che renderebbe complessa la sua rielezione, Richetti proverà rincasare nel Pd, se invece Calenda manterà la barra al centro, Richetti fermerà il suo viaggio di ritorno.
E il Pd come ha preso questo ritorno di fiamme? La 'minestra riscaldata' non piace certamente ai Dem modenesi che con Richetti hanno rotto da tempo, sia nella componente ex Ds che in quella neo-riformista di Maria Costi e Paolo Negro, ma a livello nazionale la pacificazione con l'ex sarebbe ben vista. Per il Pd significherebbe rubare al costituendo 'terzo polo' un elemento di peso e, 'scippi' di questo tipo, hanno indubbiamente un valore.
Giuseppe Leonelli


