Ora se è questo il modo in cui il Governo a livello nazionale, regionale e comunale tutela le 'nuove generazioni', se è questo il modo in cui Draghi mette in atto la sua cura antidepressiva, se è questa l'attenzione di Stefano Bonaccini per il territorio, se è questo il modo che ha Muzzarelli per difendere gli studenti, allora siamo a cavallo. Fino a dieci 10 giorni fa Bonaccini stesso, per fare il bello tra i belli, più bello anche di sua maestà splendore Salvini, annunciava il desiderio di aprire i ristoranti per cena la sera. E ora si chiude tutto. A cominciare dalle aule. Incredibile.
Con questi numeri da tempo Modena doveva applicare un giro di vite, per rispetto dei medici e dei sanitari in primis, ma non lo ha fatto. Muzzarelli è stato zitto e assente (come nella prima ondata) per giorni e giorni, deviando l'attenzione su ogni distrazione possibile, dalla sceneggiata a casa della Famiglia Pavironica al Motor valley che si terrà in estate. Un continuo buttare la palla in tribuna, come sulla strage vergognosa avvenuta nelle cra di Modena (strage consumata nonostante i lockdown) della quale il sindaco, dopo i 125 morti nella sola seconda ondata, ha anche smesso di dare i dati, sempre snocciolati con sufficienza, in Consiglio comunale.
La gravità inaudita della misura adottata evidentemente non è compresa.
La verità è che i bambini e gli adolescenti non producono ricchezza e quindi possono stare a casa, possono essere loro i capri espiatori della nuova ondata che - guarda caso - con le varianti si scopre colpire proprio i minorenni sui quali comunque l'effetto del virus è nella stragrande maggioranza dei casi nullo. Praticamente zero effetti. E chi se ne frega se perderanno socialità, istruzione, finanche energia vitale. Chi se ne frega se le famiglie impazziranno per gestire i tempi del lavoro e della famiglia coi ragazzi a casa. L'importante è affibbiare delle colpe e continuare con i soliti slogan della 'ripartenza', del 'non arrendersi e del 'tenere duro'.
Giuseppe Leonelli



