C’è chi inizia la giornata con una colazione 'rinforzata', come da tradizione: piadina con salsiccia, panini caldi e, per i più temerari, anche un bicchiere di vino rosso per scaldarsi dal freddo di gennaio. Un rituale che fa parte dell’esperienza stessa della fiera.La giornata è stata favorita anche dall’apertura straordinaria di musei e monumenti cittadini, che hanno permesso a molti visitatori di unire shopping, passeggiata e cultura. Un mix che rafforza il ruolo della fiera come evento non solo commerciale, ma anche turistico e identitario.Uno degli elementi che rende unica la Fiera di Sant’Antonio resta però l’atmosfera. I profumi del cibo caldo, delle spezie, dei dolci e delle caldarroste si mescolano all’aria fredda dell’inverno e accompagnano il cammino tra le bancarelle. Per molti modenesi è inevitabile tornare con la memoria a quando si era bambini, con la manina stretta in quella dei genitori, gli occhi che correvano da uno stand all’altro e la sensazione che bastasse davvero poco per essere felici. Un richiamo emotivo che rende questa manifestazione qualcosa di più di un semplice mercato.
La fiera è diventata negli anni anche una giornata simbolica per le “bestioline” di casa. Cani al guinzaglio, famiglie con animali domestici al seguito e stand dedicati agli accessori raccontano un cambiamento sociale evidente: gli amici a quattro zampe sono ormai parte integrante della vita cittadina.
C’è poi una tradizione popolare che resiste nel tempo: a Sant’Antonio, secondo l’usanza, è la donna a comprare un regalo per il marito o per il fidanzato.
Sant’Antonio precede di due settimane la fiera dedicata a San Geminiano, patrono della città, ma per i modenesi rappresenta comunque un appuntamento imperdibile. Sant’Antonio Abate è tradizionalmente considerato il protettore degli animali e delle comunità rurali, simbolo di cura, protezione e rispetto e resta così uno degli eventi più autentici dell’inverno modenese. Un rito collettivo che unisce tradizione, commercio ambulante, turismo e memoria condivisa. Per un giorno Modena rallenta, si ritrova e riscopre il piacere semplice dello stare insieme.
E forse è proprio questo il suo segreto: far sembrare, anche solo per qualche ora, che tutto sia un po’ più bello. Più umano. Più vero. Più di cuore.


