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Fiera di Sant’Antonio a Modena: oltre 400 bancarelle, centro storico preso d’assalto nonostante il tempo incerto

Fiera di Sant’Antonio a Modena: oltre 400 bancarelle, centro storico preso d’assalto nonostante il tempo incerto
Fiera di Sant’Antonio a Modena: oltre 400 bancarelle, centro storico preso d’assalto nonostante il tempo incerto

Profumi, passi lenti e la mano nella mano dei ricordi: il centro si trasforma in un rito collettivo che scalda l’inverno

Profumi, passi lenti e la mano nella mano dei ricordi: il centro si trasforma in un rito collettivo che scalda l’inverno


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Nonostante il tempo incerto, in tantissimi oggi si sono riversati nel centro storico di Modena per la tradizionale Fiera di Sant’Antonio, uno degli appuntamenti più attesi dell’inverno cittadino e preludio alla grande festa di San Geminiano. Complice il sabato, le vie del centro si sono rapidamente riempite di famiglie, giovani e anziani, trasformando la città in un grande percorso pedonale animato da bancarelle, profumi e colori. Il cuore di Modena è attraversato da centinaia di bancarelle che accompagnano la passeggiata tra acquisti, incontri e soste gastronomiche. Un’atmosfera viva, nonostante il cielo grigio, che conferma quanto la fiera resti un appuntamento irrinunciabile per i modenesi.Sono oltre 400 le bancarelle presenti, con circa 440 ambulanti arrivati da ogni parte d’Italia. L’offerta è ampia e variegata: specialità gastronomiche regionali, prodotti tipici, biancheria per la casa, abbigliamento, oggettistica artigianale e articoli curiosi difficili da trovare nei negozi tradizionali.
C’è chi inizia la giornata con una colazione 'rinforzata', come da tradizione: piadina con salsiccia, panini caldi e, per i più temerari, anche un bicchiere di vino rosso per scaldarsi dal freddo di gennaio. Un rituale che fa parte dell’esperienza stessa della fiera.La giornata è stata favorita anche dall’apertura straordinaria di musei e monumenti cittadini, che hanno permesso a molti visitatori di unire shopping, passeggiata e cultura.
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Un mix che rafforza il ruolo della fiera come evento non solo commerciale, ma anche turistico e identitario.Uno degli elementi che rende unica la Fiera di Sant’Antonio resta però l’atmosfera. I profumi del cibo caldo, delle spezie, dei dolci e delle caldarroste si mescolano all’aria fredda dell’inverno e accompagnano il cammino tra le bancarelle. Per molti modenesi è inevitabile tornare con la memoria a quando si era bambini, con la manina stretta in quella dei genitori, gli occhi che correvano da uno stand all’altro e la sensazione che bastasse davvero poco per essere felici. Un richiamo emotivo che rende questa manifestazione qualcosa di più di un semplice mercato.
La fiera è diventata negli anni anche una giornata simbolica per le “bestioline” di casa. Cani al guinzaglio, famiglie con animali domestici al seguito e stand dedicati agli accessori raccontano un cambiamento sociale evidente: gli amici a quattro zampe sono ormai parte integrante della vita cittadina.
C’è poi una tradizione popolare che resiste nel tempo: a Sant’Antonio, secondo l’usanza, è la donna a comprare un regalo per il marito o per il fidanzato.
Un piccolo rito che aggiunge un tocco romantico e folkloristico alla giornata e che continua a essere rispettato da molte coppie.
Sant’Antonio precede di due settimane la fiera dedicata a San Geminiano, patrono della città, ma per i modenesi rappresenta comunque un appuntamento imperdibile. Sant’Antonio Abate è tradizionalmente considerato il protettore degli animali e delle comunità rurali, simbolo di cura, protezione e rispetto e resta così uno degli eventi più autentici dell’inverno modenese. Un rito collettivo che unisce tradizione, commercio ambulante, turismo e memoria condivisa. Per un giorno Modena rallenta, si ritrova e riscopre il piacere semplice dello stare insieme.
E forse è proprio questo il suo segreto: far sembrare, anche solo per qualche ora, che tutto sia un po’ più bello. Più umano. Più vero. Più di cuore.
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