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È morto Enzo Bianchi, il cordoglio del sindaco di Modena

È morto Enzo Bianchi, il cordoglio del sindaco di Modena

Più volte protagonista al Festival Filosofia. Il fondatore di Bose, ha rivoluzionato la spiritualità cristiana. Teologo e saggista, aveva 83 anni. Mezzetti: 'Sapeva parlare al grande pubblico'


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Si è spento a Torino a 83 anni il monaco, teologo e saggista che ha dedicato la vita al dialogo interreligioso, all'ecumenismo e alla ricerca di una fede aperta al mondo.
Torino – Il mondo della cultura e della spiritualità piangono la scomparsa di Enzo Bianchi. Il noto monaco, teologo e saggista si è spento oggi, 1° settembre 2026, all'età di 83 anni presso l'ospedale Molinette di Torino. Il decesso è avvenuto in mattinata a causa di complicanze legate a un grave scompenso renale. Fino all'ultimo, Bianchi ha affrontato la malattia con la stessa lucidità e profondità che hanno contraddistinto tutta la sua vita. Sarà sepolto a Castel Boglione, il piccolo comune astigiano dove era nato nel 1943.

Chi era Enzo Bianchi: una vita per l'ecumenismo
Enzo Bianchi è stato una delle figure più carismatiche, influenti e talvolta dibattute del cattolicesimo contemporaneo. La sua storia resta indissolubilmente legata alla Comunità di Bose, da lui fondata nel 1965 a Magnano, nel Biellese.
Bose nacque subito dopo la chiusura del Concilio Vaticano II come un esperimento profetico e rivoluzionario: una comunità monastica di uomini e donne provenienti da diverse confessioni cristiane (cattolici, protestanti, ortodossi).
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Sotto la sua guida come priore (carica mantenuta fino al 2017), Bose è diventata un crocevia internazionale di preghiera, studio e accoglienza, frequentato da migliaia di giovani, intellettuali e cercatori di Dio da tutto il mondo.

Gli ultimi anni e la Fraternità della Madia
La parte finale della sua vita è stata segnata da momenti dolorosi. Nel 2020, a seguito di una visita apostolica disposta dalla Santa Sede per problemi legati alla gestione dell'autorità all'interno della comunità, Bianchi ha dovuto lasciare Bose.
Nonostante la sofferenza per il distacco dalla sua 'creatura', il monaco non ha mai interrotto la sua missione spirituale. Si era trasferito ad Albiano d'Ivrea, dove ha dato vita alla Casa della Madia, una nuova e più piccola fraternità dove ha continuato a vivere il Vangelo, a scrivere e ad accogliere chiunque cercasse una parola di conforto o di orientamento.

L'eredità culturale e il saggista
Oltre alla sua dimensione monastica, Enzo Bianchi è stato un intellettuale di primissimo piano. Ha collaborato regolarmente con i più importanti quotidiani italiani – tra cui La Stampa, La Repubblica e Avvenire – ed è stato autore di decine di saggi tradotti in tutto il mondo. I suoi scritti hanno spaziato dal commento alle Scritture alla spiritualità quotidiana, fino a riflessioni profonde sulla vecchiaia, la malattia e il senso del fine vita.

Il cordoglio del sindaco: 'Da sempre ospite atteso e apprezzato al FestivalFilosofia.
Sapeva parlare al grande pubblico.

'Enzo Bianchi ci mancherà molto. Mancherà a Modena e al FestivalFilosofia di cui era un ospite sempre atteso e sempre apprezzato, anche quest'anno avrebbe dovuto tenere una lezione magistrale nella piazza di Carpi, e mancherà a tutto il paese'. Il sindaco Massimo Mezzetti esprime il suo cordoglio per la morte di Enzo Bianchi, fondatore della comunità monastica di Bose e grande amico del FestivalFilosofia. 'Un teologo e un fine studioso della Bibbia, una voce autorevole che ha lavorato per promuovere il dialogo tra le religioni - ha aggiunto il indaco - E' stato anche un grande comunicatore che ha scelto di avere una presenza mediatica, sui giornali e in televisione: le sue riflessioni hanno sempre appassionato un vasto pubblico che lo ha seguito negli anni con affetto. Aveva sempre un pensiero speciale rivolto ai giovani e chiedeva alla Chiesa contemporanea di cercarli e di accoglierli per come sono, riteneva infatti che fossero una presenza mancante perché oggetto di troppi pregiudizi'.

'In piazza Grande lo ascoltammo l'ultima volta nell'edizione del Festival del 2024 ma la sua prima partecipazione risale addrittura
al 2002, un anno dopo la prima edizione - ha proseguito Mezzetti nel ribadire il legame con Modena - Nelle sue parole non mancava mai il richiamo alla responsabilità personale e alla necessità della convivenza come modo che definisce la nostra umanità. L'ho visto l'anno scorso, nella triste occasione della morte di Michelina Borsari che per lui era una grande amica. Senza di lui siamo sicuramente più soli ma con generosità ci ha lasciato molto del suo pensiero a cui dobbiamo cercare di saper attingere'.
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Nato a Modena nel 1969, svolge la professione di giornalista dal 1995. E’ stato direttore di Telemodena, giornalista radiofonico (Modena Radio City, corrispondente Radio 24) e consigliere Corecom (C...   

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