Sono solo alcuni dei numeri della campagna vaccinale anti-Covid che oggi, lunedì 27 dicembre, “compie” un anno. Era infatti il 27 dicembre 2020 quando, durante il Vaccine Day in concomitanza con tutta Europa, anche a Modena veniva somministrata la prima dose di vaccino a un’operatrice sanitaria, l’infermiera Alda Reggiani.
Da allora ha preso il via la campagna vaccinale più imponente della storia recente, con uno sforzo organizzativo straordinario e senza precedenti: progressivamente, seguendo il timing indicato dalla struttura commissariale e dalla Regione Emilia-Romagna, la vaccinazione anti-Covid è stata offerta agli operatori della sanità e agli ospiti delle Case Residenza Anziani (CRA), alle persone fragili assistite a domicilio ed estremamente vulnerabili, ovvero con patologie e fattori di rischio correlati al Covid, passando poi alle diverse categorie professionali e in base alle fasce d’età.
Otto i Punti vaccinali allestiti in provincia (San Felice sul Panaro, Mirandola, Carpi, Modena, Castelfranco Emilia, Sassuolo, Vignola e Pavullo), a cui si è affiancata l’attività vaccinale effettuata in giornate dedicate in numerose Case della Salute e ambulatori, e nelle tante iniziative itineranti, organizzate davanti alle scuole, in occasione di sagre, feste e mercati cittadini.
La risposta dei modenesi è stata ottima, con un’adesione elevata e soddisfacente in tutte le fasce d’età: come detto, sono oltre 1 milione e 300mila le dosi somministrate finora, di cui 570mila prime dosi, 530mila seconde dosi e 190mila terze dosi, a cui bisogna aggiungere le oltre 4mila vaccinazioni effettuate ai bambini tra i 5 e gli 11 anni. Il picco è stato raggiunto il 15 luglio, quando sono state somministrate 9.390 dosi. Numeri che hanno consentito di raggiungere ottime percentuali di copertura: il 91,5% della popolazione sopra i 60 anni è nel circuito vaccinale, con un picco del 94,6% nella fascia tra gli 80 e gli 84 anni. Se si considera la popolazione dai 12 anni in su, la percentuale si assesta all’87,2%.
Rimangono senza vaccinazione per scelta o per necessità 80.000 persone concentrate soprattutto nella fascia dai 30 ai 60 anni. Per la responsabile del Piano Vaccinale la speranza di potere arrivare anche a loro, magari convincendolo con il nuovo vaccino a modello tradizionale Novavax.
In merito alla tipologia di vaccini utilizzati, il Comirnaty di Pfizer BionTech rappresenta la fetta più grande (64%), seguono il vaccino sviluppato da Moderna (24%), il Vaxzevria di AstraZeneca (10,6%) e Janssen di Johnson&Johnson (1,4%).
Oggi la campagna prosegue con la somministrazione delle dosi booster, a cui ha aderito il 90% dei cittadini che hanno ricevuto l’SMS con l’appuntamento, e con la campagna vaccinale dedicata ai bambini tra i 5 e gli 11 anni, avviata lo scorso 16 dicembre e che dopo 5 giorni faceva registrare un’adesione del 52,6%.
Per quanto riguarda il personale, lo sforzo sostenuto dall’Azienda è stato e continua ad essere imponente: nel complesso, nella campagna vaccinale sono impiegati circa 120 infermieri, 50 medici vaccinatori, 110 amministrativi e 3.000 volontari. Nell’arco del 2021 l’investimento in personale è stato cospicuo, a fronte della difficoltà (di livello nazionale) di reperimento di diverse figure professionali in ambito sanitario.
“Sono proprio loro, gli operatori sanitari e i volontari, il motore di questa campagna vaccinale – afferma Silvana Borsari, Direttore Sanitario dell’Azienda USL di Modena e Responsabile provinciale della campagna vaccinale anti-Covid –, che si alimenta grazie all’impegno e alla dedizione di medici, infermieri, OSS, amministrativi e volontari.


