Così l'Ausl di Modena rispetto ai contenuti dell'articolo pubblicato nei giorni scorsi relativo ai contenuti della delibera con la quale la dirigenza Ausl rinnovava per un altro anno la convenzione (attiva anche lo scorso anno), con un poliambulatorio dentistico privato non convenzionato in cui lavorerebbe, in regime di intramoenia, un medico dipendente Ausl con ruolo dirigenziale impegnando 230.000 euro del bilancio nel capitolo affitti passivi. Il tutto giustificato dalla indisponibilità di spazi adeguati nelle strutture Ausl in cui fare operare in regime di intramoenia il proprio specialista, e quindi dalla necessità di rivolgersi a strutture esterne private non convenzionate. L'ultima delibera dell'Ausl rinnova per un anno la convenzioni con un poliambulatorio dentistico privato non convenzionato con sede a Modena e per sei mesi con lo studio di uno psicologo in cui fare operare sempre in regime di intramoenia un proprio specialista con ruolo di dirigente all'interno della stessa Ausl.
Una pratica quella delle convenzioni con strutture esterne per l'intramoenia allargata che nel passato, anche recente, almeno fino al 2024, era allargata ad un numero maggiore di strutture in diverse aree della provincia e non solo. Tra questi una struttura a Carpi in cui fare operare in regime di intramoenia medico specialista dirigenti dell'ospedale di Carpi e addirittura fuori regione, nel caso dello studio per un medico presso l'ospedale di Mirandola.
Resta da capire quanto durerà davvero questa transitorietà e quando il sistema pubblico sarà in grado di riassorbire al proprio interno attività che oggi, per mancanza dichiarata di spazi, si svolgono altrove. Anche perché i presupposti legati agli investimenti in spazi e strutture, garantito dal PNRR che ha portato anche alla realizzazione o al potenziamento di nuove case della comunità o ospedali di comunità, dovrebbero esserci.
Gi.Ga.


