La scuola, tramite una circolare firmata dal dirigente scolastico Gennaro Scotto, ha comunicato alle famiglie e al personale l’organizzazione dell’attività: due turni, dalle 8:00 alle 10:00 e dalle 11:00 alle 13:00, distribuiti tra l’aula magna della succursale di strada Formigina e quella della sede di via Luosi. L’incontro rientra nei percorsi di educazione interculturale e conoscenza delle religioni.
La comunicazione interna dell’istituto ha però immediatamente generato una reazione politica. In una nota congiunta, Silvia Sardone, vice segretario della Lega, Anna Maria Cisint, eurodeputata, e Sharon Ruggeri, segretario della sezione di Sassuolo, contestano duramente l’iniziativa.
Secondo le tre esponenti, l’UCOII sarebbe “considerata vicina al gruppo fondamentalista Fratelli Musulmani” e la presenza di un suo rappresentante in un contesto scolastico costituirebbe “un inaccettabile tentativo di proselitismo”. La nota parla apertamente di “processo di islamizzazione delle scuole”, citando episodi come “gite in moschea, istituti chiusi per il Ramadan e predicatori direttamente in classe”.
Le rappresentanti leghiste richiamano inoltre l’assenza di un’intesa formale tra lo Stato italiano e le comunità musulmane, sostenendo che ciò renderebbe “non chiaro” il quadro entro cui si collocano iniziative di questo tipo. “Negli istituti scolastici non dovrebbero esserci attività che sembrano di indottrinamento”, affermano, collegando la vicenda alla manifestazione del 18 aprile a Milano “Senza paura – padroni a casa nostra”.
Dal canto suo, l’istituto aveva presentato l’incontro come un momento di approfondimento culturale e religioso, parte di un percorso didattico volto a favorire conoscenza e dialogo tra gli studenti. La normativa scolastica italiana consente attività di questo tipo nell’ambito dell’autonomia didattica, purché svolte in un contesto educativo e non confessionale.


