A livello generale, aggiunge il direttore sanitario dell'Azienda Usl Cristina Marchesi 'Abbiamo molta preoccupazione per la fase 2 e per le conseguenze dei comportamenti, perchè prima o poi bisognava arrivarci, ma vediamo già molta gente in giro e questo ci costringe a stare alla finestra per nove o dieci giorni dopo il 4 maggio, quando si potrebbe avere un ritorno del picco'. Al momento però la pressione sulle strutture sanitarie - dove ci sono ancora 300 ricoverati contro i 350 di marzo - pare sostenibile. L'osepedale infatti 'dimette piu' di quanto non ricoveri'. La 'maggior parte delle trasmissioni- spiega infatti Marchesi- avviene nelle case residenza, a domicilio tra familiari e anche sul posto di lavoro'. Ecco perchè, continua la professionista, 'stiamo lavorando in modo molto rigoroso e puntuale su tutti i positivi, con indagini epidemiologiche quasi da detective, cioè scavando nella vita della persone anche indietro nel tempo, per risalire ad eventuali sintomi o contatti'. In questa fase, conclude la dirigente dell'Ausl, 'proponiamo molto anche la soluzione in hotel per coloro che non hanno le condizioni di un isolamento in casa e anche in queste strutture siamo presenti con infermieri ed un medico per monitorare lo stato di salute degli ospiti'.
Apocalisse nelle cra, a Reggio morti 200 anziani. Contagiato il 21%
L'aggiornamento è stato fornito dalla dottoressa Elisabetta Negri, direttore Attivita socio-sanitarie del distretto Ausl di Reggio?Emilia
A livello generale, aggiunge il direttore sanitario dell'Azienda Usl Cristina Marchesi 'Abbiamo molta preoccupazione per la fase 2 e per le conseguenze dei comportamenti, perchè prima o poi bisognava arrivarci, ma vediamo già molta gente in giro e questo ci costringe a stare alla finestra per nove o dieci giorni dopo il 4 maggio, quando si potrebbe avere un ritorno del picco'. Al momento però la pressione sulle strutture sanitarie - dove ci sono ancora 300 ricoverati contro i 350 di marzo - pare sostenibile. L'osepedale infatti 'dimette piu' di quanto non ricoveri'. La 'maggior parte delle trasmissioni- spiega infatti Marchesi- avviene nelle case residenza, a domicilio tra familiari e anche sul posto di lavoro'. Ecco perchè, continua la professionista, 'stiamo lavorando in modo molto rigoroso e puntuale su tutti i positivi, con indagini epidemiologiche quasi da detective, cioè scavando nella vita della persone anche indietro nel tempo, per risalire ad eventuali sintomi o contatti'. In questa fase, conclude la dirigente dell'Ausl, 'proponiamo molto anche la soluzione in hotel per coloro che non hanno le condizioni di un isolamento in casa e anche in queste strutture siamo presenti con infermieri ed un medico per monitorare lo stato di salute degli ospiti'.
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