Alle 21:37 il Malta-Bologna vira su Modena in direzione Bologna, alle 21:53 il Barcellona-Bologna, alle 22:26 il Mannheim Bologna, poi l'Amsterdam-Bologna, esattamente su Modena alle 22:56, il Catania-Bologna alle 23:15, il Madrid-Bologna alle 23:18, il Londra-Bologna alle 23:21. Poi il Francoforte Bologna alle 23:24 il Palermo - Bologna alle 23:37, il Roma - Bologna pochi minuti dopo. E potremmo continuare in un elenco ben più esteso.
Solo in atterraggio, e solo su Bologna. In un dato che non tiene conto dei passaggi di aerei diretti o provenienti da altre destinazioni e che transitano velocemente sulla città ma a quote ben superiori. Meno indicativi in termini di inquinamento.
Ciò che appunto rende particolare e sicuramente maggiore l'impatto su Modena è che non esiste nessun altro centro in Emilia Romagna, come Modena appunto, che vede virare sopra i propri tetti, a quote relativamente basse, un numero così alto di grandi aerei per il trasporto di passeggeri. Più di 100 al giorno. Con effetti prevedibilmente significativi sull'inquinamento dell'aria.
Studi sull'inquinamento che comprendano singole aree o territori al di fuori del raggio di 20 km dai grandi aeroporti, non ce ne sarebbero, ma basta analizzare le conclusioni di un recente studio effettuato nel 2024 sull'esposizione della popolazione all'inquinamento sui principali aeroporti d'Italia e d'Europa per fare emergere dati a dir poco preoccupanti sugli effetti diretti sulla popolazione che si aggiungono agli altri inquinanti.
Da una ricerca che
Altro dato rilevante è quello relativo alle particelle ultrafini, quelle con un diametro inferiore a 100 nanometri, che possono penetrare profondamente nei tessuti umani, raggiungendo persino il cervello e la placenta. Nonostante l’allarme dell’Organizzazione Mondiale della Sanità più di quindici anni fa, non esistono ancora regolamentazioni sui livelli sicuri di PM ultrafine.
Gli aerei inquinano principalmente a causa delle emissioni di gas serra, principalmente di anidride carbonica (CO₂), prodotta dalla combustione del carburante durante il volo. Oltre alla CO₂, vengono emessi anche altri gas dannosi come l’ossido di azoto (NOₓ), che contribuisce alla formazione dell’ozono troposferico e dei cambiamenti climatici.
Modena, per i motivi suddetti, ne è particolarmente esposta e, come detto, in maniera molto più quantitativamente rilevante rispetto altri centri della Regione che non subiscono così direttamente gli effetti degli aerei in avvicinamento e in atterraggio nel capoluogo. Elemento che per importanza dovrebbe quanto meno essere effetto di studio e di riflessione.
Gi.Ga.


