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Cara Hera, la meccanica dei cassonetti è completamente inadeguata: sono già rotti o bloccati

Cara Hera, la meccanica dei cassonetti è completamente inadeguata: sono già rotti o bloccati

Il cassonetto carta, installato all’incrocio via Puccini e via San Giovanni Bosco a Modena, ha lo sportello bloccato e così i sacchi blu si accumulano intorno


2 minuti di lettura

A volte i disagi legati alla raccolta differenziata e la conseguente presenza di immondizia in strada, non è tanto collegata a scelte politiche ma è semplicemente legata alla inadeguatezza tecnica dei cassonetti installati da Hera. E' quello che lamenta un nostro lettore che ha inviato una lettera alla nostra redazione e alla Pec di Hera spa. Un tema che già avevamo sollevato mesi fa.
Ecco la sua testimonianza.

 

Egregi Signori
Nel constatare la totale incapacità con la quale tentate di gestire la raccolta dei rifiuti nella nostra provincia, prima con una raccolta su base settimanale rivelatasi assolutamente fallimentare, poiché basata più sull’ideologia che su semplici criteri di buon senso, e dopo con l’installazione di una serie di cassonetti pseudo automatizzati occupando una quantità insensata di posti auto in zone come la nostra dove i parcheggi sono nettamente insufficienti, devo anche constatare che la qualità di questi cassonetti è assolutamente inadeguata.
Il cassonetto raccolta carta, installato all’incrocio via Puccini, via S. Giovanni Bosco di fronte al negozio etnico ‘tre rubli’, ha lo sportello completamente bloccato, e i sacchi blu vi si stanno accumulando intorno, trasformando ancora una volta quella che era una bella città nei bassifondi di Nairobi (e mi perdonino i Kenyoti per il
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paragone, sono sicuro che la loro capitale è molto più pulita, vivibile, meglio amministrata e libera dalla criminalità di quel che resta di questa povera città).

Risulta piuttosto evidente che questi cassonetti montano delle meccaniche ed elettroniche per il controllo dell’apertura di qualità assolutamente inadeguata, se a pochi mesi dalla installazione sono già pressoché distrutti (perni degli sportelli, elettromagneti di sblocco, etc.)
Inoltre non comprendo perché la raccolta di carta e plastica, che non è soggetta a specifica tassazione, debba richiedere la tessera nominale per l’apertura e cassonetti con cerniere, punto questo soggetto di una mia precedente Pec (cui non ho mai ricevuto risposta) in cui segnalavo che la raccolta di carta e plastica con sacchi numerati e/o tessere nominative quindi riconducibili al proprietario potrebbero violare la legislazione sulla privacy, potendo contenere cartoni e parti ad esempio di medicinali, riconducibili al proprietario del sacco, cosa per la quale non Vi ho dato autorizzazione alcuna a trattare i miei dati).
Alla luce di tutto ciò, oltre a chiederVi un solerte intervento di riparazione o sostituzione (e da quel che vedo ne serviranno tanti), sono a chiederVi, quale cittadino che ne sostiene i costi, di pubblicare i contratti di acquisizione dei cassonetti, i dettagli del
bando di gara, i nomi di coloro che hanno sottoscritto i contratti ed i nomi di coloro che hanno fatto le verifiche tecniche ed approvato tali prodotti.

Ritengo che sia un nostro preciso diritto conoscere tutti i nomi di chi è responsabile di una tale gestione.
In attesa di una Vs. attesa risposta, e dell’intervento riparatorio del cassonetto, porgo
Distinti saluti
Dott. Ing. Giovanni Pantoli
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