Una capienza massima fissata a 369 posti costantemente superata negli anni, di una quota superiore al 30%. La situazione di sovraffollamento del carcere di Modena non accenna ad arrestarsi. Negli ultimi 12 mesi la popolazione carceraria media è stata di 488 detenuti, 119 in più rispetto a quella che costituisce la capienza massima. Con picchi, segnalati in questi giorni dal Siulp che ha eleborato i dati dell'amministrazione penitenziaria, di 498, 129 in più rispetto ai consentiti nel mese di marzo.
Dati che, nel carcere di Modena, dipingono una situazione di forte pressione a tutti i livelli. Sul lavoro degli agenti della Polizia Penitenziaria, sul personale e sugli stessi detenuti, obbligati a vivere in spazi non soltanto delle celle ma anche dei luoghi esterni ad esse, ridotti di molto rispetto a quanto la legge prevede. Caduti nel vuoto appaiono anche gli appelli alla politica lanciati delle associazioni che si occupano dei diritti dei detenuti. Che nel caso del carcere di Modena continuano ad essere in prevalenza stranieri. Sui 488 detenuti presenti in quota superiore al 30 per cento, una media di 320 e rappresentata da stranieri, corrispondente al 65 per cento del totale, che si conferma come una delle più alte in Emilia Romagna, regione che a sua volta registra la percentuale più alta in Italia per numero di stranieri. Elemento determinante nel definire l'indice di sovraffollamento che come conseguenza diretta ha il ricorso a misure detentive alternative al carcere, disposti dal giudice. A partire dagli arresti domiciliari. Una misura che spesso genera tra i cittadini un senso di impunità ed inadeguatezza del sistema repressivo italiano
Carcere, sovraffollamento strutturale, il 65% dei detenuti è straniero
Anche negli ultimi 12 mesi la capienza massima fissata a 369 posti è stata costantemente superata del 30%. Gli stranieri sono 320
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