Secondo un dossier del 2025 dell’Università di Bologna, la popolazione carceraria si aggira sui 4.000 detenuti, con un incremento di circa cinquecento unità in tre anni. 'E' come avere due istituti in più senza averne costruito neppure uno', ha sintetizzato il Garante.
Modena: sovraffollamento al 150% e oltre il 60% di detenuti stranieri
All’interno di questo quadro regionale già critico, Modena si distingue per una condizione ancora più grave. Negli istituti della provincia, come documentato dalla Regione in un report del 2025, il tasso di presenze tocca il 153%, uno dei più alti dell’Emilia-Romagna.Nel carcere di Sant’Anna la sproporzione è evidente: la struttura ha una capienza formale di 372 posti ma ospita stabilmente molte più persone, dato confermato da un report della Regione.
Uno dei tratti più significativi del sistema penitenziario modenese è la forte presenza di detenuti stranieri: oltre il 60%, secondo la scheda regionale sulla sanità penitenziaria.
Sempre più difficile mediazione e assistenza
Una realtà che rende più complessa la gestione quotidiana: mediazione culturale, traduzione, presa in carico sanitaria, percorsi di reinserimento richiedono risorse ulteriori. Risorse che, però, secondo la stessa Regione, non sono proporzionate ai bisogni. Nel dossier sanitario diffuso a giugno 2025, si evidenzia che il 39,4% dei detenuti emiliano-romagnoli ha almeno una patologia cronica, spesso aggravata da condizioni di vita in spazi limitati e servizi sotto pressione.Operatori ridotti, celle piene: 'Così non si garantisce dignità'
Il personale è insufficientemente numeroso: la Regione stima quasi 200 agenti di Polizia Penitenziaria mancanti rispetto alla pianta organica.Una falla che pesa soprattutto sui territori dove il sovraffollamento è più marcato, Modena in primis, e che incide sia sulla sicurezza interna sia sulla possibilità di attivare percorsi di rieducazione, lavoro o formazione.


