Una lettera aperta al sindaco di Modena Giancarlo Muzzarelli per chiedere, dopo l'ennesmo tragico incidente sulla via Emilia, un percorso protetto per ciclisti e pedoni. A firmare la lettera è Franco Piacentini dell'Associazione familiari vittime della strada.
Ecco la lettera.
Sindaco buonasera,
come Lei saprà, qualche giorno addietro si è verificato un grave incidente lungo la via Emilia. Al di la delle responsabilità, io mi chiedo anche quanto tempo debba ancora passare prima di veder un percorso protetto lungo questa arteria. Mi chiedo quale sia la difficoltà a prolungare almeno i pezzi esistenti ad esempio, qual è la difficoltà a riprendere almeno dal Negresco e arrivare a via Pica? Qual’è il problema a collegare Gibellini fino a Via Caduti sul Lavoro? Aspettiamo la rotatoria? Qual è la difficoltà a riprendere da via Curtatona e arrivare alla Scartazza dove si è iniziato il cantiere per la rotatoria e opere ad essa connesse nel 2015 e ancora non si è riusciti a completare?
Per non parlare delle fermate dei bus.
La foto sopra si riferisce al comune di Modena, quella sotto a San Cesario.
Le vede le differenze? Li vede gli attraversamenti? Le vede le pensiline? Li vede i marciapiedi?
Cioè, siamo a San Cesario eh, mica a Dubai. Poi non veniteci a raccontare che per ridurre inquinamento e traffico sarebbe consigliabile usare il trasporto pubblico perché prima bisogna arrivarci vivi e poi, se piove, il primo camion che passa puoi già tornare a casa che la doccia l’hai già fatta. Secondo punto: provi a fare una indagine su quanti ciclisti siano stati sanzionati per la mancanza dei dispositivi prescritti (luci, catadiottri, campanello) e quanti per il mancato utilizzi del giubbotto ad alta visibilità lo scorso anno e provi a chiedere se è questo il modo per salvarne qualcuno ed evitare che qualcun’altro si trovi dei problemi.
Ora io capisco sia un periodo di vacche magre ma capisco anche che le soluzioni non sono quelle di rendere ciclabile stradello Romano, fare la ciclabile sul Tiepido, rendere ciclabile via Curtatona, stradello Massa e stradello Bonaghino o dove non si è mai, dico mai, registrato un mortale, non vi è una fermata di un mezzo pubblico e dove nei prossimi anni a venire mai si vedrà una bici il 14 gennaio alle 20.
I percorsi protetti vanno fatti nei percorsi casa- scuola-lavoro, dove passa un trasporto pubblico, dove la gente normalmente si reca, non in mezzo al nulla.
Ci pensi Muzzarelli.
Cordialmente
Franco Piacentini
'Caro Muzzarelli, è inutile fare percorsi protetti in mezzo al nulla'
Da Franco Piacentini, dell'Associazione familiari vittime della strada, una lettera aperta al sindaco di Modena
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