Carpigiano di origine, Agostino Rota, nasce nel 1931 in una famiglia di braccianti agricoli, comincia a lavorare giovanissimo a 14 anni nella Collettiva bracciantile di Santa Croce di Carpi (dove abita) e la sua è la storia del grande cambiamento della nostra terra a cavallo tra il Novecento e gli anni Duemila, è la storia della trasformazione del lavoro da prevalentemente agricolo a industriale, delle grandi battaglie per i diritti dei lavoratori.
“Quando avevo 14 anni, il 22 aprile 1945 il giorno della liberazione a Carpi, ho sentito i partigiani che allo scoperto ci dicevano che era finita…Da allora mi sono impegnato nel Partito, nel Sindacato Cgil, nello Spi, nell’Auser e ho lottato per migliorare per le condizioni di vita dei lavoratori in Italia e nei paesi poveri del mondo”. Queste le parole di Rota nel libro autobiografico “Da sempre in cammino” che lo Spi Cgil provinciale ha voluto dedicargli nel 2019 nell’ambito del “Progetto Memoria” per mantenere viva la memoria delle lotte e dei protagonisti che hanno fatto la storia sindacale e hanno contribuito all’emancipazione e al progresso dei lavoratori e degli ultimi.
'Rota è stato uno di questi protagonisti, la sua vita riassume bene l’impegno a tutto tondo a partire dal primo dopoguerra quando si iscrive al Pci, alla Cgil e all’Anpi (è stato anche segretario a Carpi) - scrive in una nota la Cgil e lo Spi Cgil -. Diversi i ruoli ricoperti nel sindacato, dalla Federbraccianti ai tessili, da segretario della Camera del lavoro di Carpi a segretario provinciale degli alimentaristi e anche membro della categoria regionale. E’ stato anche in segreteria regionale Cgil e memorabile rimane la sua testimonianza sulla strage del 2 agosto 1980, quando fu chiamato d’urgenza da Modena, insieme ad Adelmo Bastoni, per decidere le iniziative del sindacato e dei lavoratori che si sarebbero tenuti nei giorni immediatamente dopo. Proprio quest’anno, per il 40ennale della strage, la Cgil Emilia Romagna, insieme alla propria Rete Archivi Storici, ha realizzato un docu-film in cui lo stesso Rota ricostruisce quegli avvenimenti.


