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Castelfranco Emilia: parchi pubblici occupati da stranieri senza fissa dimora

Castelfranco Emilia: parchi pubblici occupati da stranieri senza fissa dimora

Numerose segnalazioni dei cittadini e la denuncia del referente Lega Lodovica Boni: 'L'amministrazione comunale aumenti i controlli ma anche l'attenzione e la presa in carico del disagio sociale'


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Bottiglie di vetro rotte sotto le panchine, resti di cibo e rifiuti sparsi ovunque, tavoli da picnic occupati in pianta stabile e trasformati in giacigli, con sacchi a pelo e coperte lasciate all’aria aperta. Magliette, pantaloni e scarpe stesi su staccionate e rami, come in un campo improvvisato. È questa la scena che si presenta oggi in alcuni parchi pubblici di Castelfranco Emilia, a pochi passi da scuole, aree gioco e zone frequentate ogni giorno da famiglie e bambini.
Uno dei casi più evidenti – documentato anche da fotografie scattate dai residenti – riguarda un’area verde situata vicino a una scuola materna. Ma secondo quanto denuncia la consigliera comunale e referente della Lega, Lodovica Boni, non si tratta di un caso isolato, bensì di una condizione che sta interessando in modo crescente diversi parchi cittadini. Il filo conduttore è sempre lo stesso: presenze fisse di persone senza dimora, perlopiù straniere, che utilizzano gli spazi pubblici come rifugi all’aperto, accampandosi tra panchine e tavoli da gioco.
'I parchi stanno diventando invivibili – afferma Boni –. Si trovano ovunque rifiuti, lattine, plastica, bottiglie rotte. Accanto ai bambini che giocano ci sono persone che si lavano alla fontana, dormono all’aperto e usano gli angoli più nascosti come bagni di fortuna.
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È inaccettabile'.
La consigliera punta il dito contro quella che definisce “una vera emergenza di decoro urbano e sicurezza”, aggravata – a suo dire – dalla mancata efficacia delle ordinanze finora emesse dal sindaco. 'Il Comune – prosegue – ha emesso provvedimenti in materia di sicurezza, ma nulla è cambiato nei fatti. I bivacchi continuano, la situazione peggiora e i cittadini, soprattutto le famiglie, si sentono abbandonati'.
A preoccupare è anche l’impatto sul senso di sicurezza percepita. Molti genitori evitano ormai alcune aree verdi, temendo che i propri figli possano farsi male o entrare in contatto con situazioni potenzialmente pericolose. 'Non si tratta solo di degrado – continua Boni – ma di una palese mancanza di controllo del territorio e di un’assistenza sociale inefficace. Se ci sono persone che vivono nei parchi, significa che la rete di accoglienza ha fallito. Ma questo non può ricadere sui cittadini'.

 

Da qui la richiesta di un intervento immediato: aumento dei controlli da parte della Polizia Locale, rimozione dei bivacchi, bonifica delle aree degradate, ma anche un’azione strutturata per affrontare la questione delle persone senza dimora, con soluzioni concrete e dignitose.
'È necessario – sottolinea Boni – proteggere innanzitutto i bambini e garantire a tutti i cittadini il diritto di vivere spazi pubblici decorosi e sicuri. E al tempo stesso, offrire percorsi reali di assistenza per chi oggi è costretto a vivere per strada'.
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Nato a Modena nel 1969, svolge la professione di giornalista dal 1995. E’ stato direttore di Telemodena, giornalista radiofonico (Modena Radio City, corrispondente Radio 24) e consigliere Corecom (C...   

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