Il protocollo coinvolge 1.922 bambini che frequentano i servizi zero-sei e le scuole primarie e medie, incluse le loro famiglie, e vuole co-progettare percorsi emancipativi rivolti alle seconde generazioni, prevenire il rischio di marginalità cronica e promuovere la coesione sociale nella comunità.
L’area Crocetta-Sacca ospita quattro nidi d’infanzia di cui un nido comunale, un nido di Fondazione Cresci@mo e due nidi convenzionati della rete di scuole Fism.
Sono presenti anche tre scuole primarie e una scuola secondaria di primo grado appartenente all’Istituto comprensivo 10.
Nel suo intervento monsignor Castellucci ha definito il protocollo come 'un passo importante, e condiviso con l'amministrazione locale, per prevenire il disagio attraverso progetti educativi che coinvolgono quasi duemila bambini e le loro famiglie. Con questo Patto la Caritas diocesana, insieme all'Assessorato delle Politiche educative del Comune di Modena, intende attivare, nel concreto, una dimensione della carità che spesso rimane nascosta. Carità - ha aggiunto l'arcivescovo - non è solo intervento riparativo, pur necessario, ma è prima di tutto intervento preventivo e promozionale. Anzi, più si diffonde la prevenzione, meno ci sarà bisogno della riparazione. Grazie a chi ha condotto in porto questo accordo'.
È d’accordo l’assessore alle Politiche educative Federica Venturelli, che spiega come 'abbandono scolastico e povertà educativa incidono negativamente sul futuro dei singoli individui e dell’intero Paese. La grande sfida che si trovano innanzi l'Amministrazione comunale e tutta la politica è garantire pari opportunità di partenza a tutti i bambini e le bambine. Investire nelle nuove generazioni e nella scuola, offrendo anche sostegno alle famiglie, equivale a gettare le basi per la crescita della nostra comunità, anche in termini di sviluppo sociale ed economico»'
L'accordo è anche in linea con gli obiettivi delle iniziative che il Comune di Modena promuove nella cornice di 'Modena fa scuola', una rassegna di eventi volta a far incontrare scuola e territorio.
'L’idea – ha commentato Venturelli – è quella di realizzare percorsi di promozione umana
Caritas opera nel quartiere dal 2021 e attualmente gestisce un presidio socioeducativo con sede nei locali della parrocchia di Santa Caterina - ex Gvc - in collaborazione con il Gruppo volontari Crocetta Odv e la 'Don Bosco & Co Coop sociale' promuovendo un modello innovativo di supporto socioeducativo.
Il protocollo non è solo 'un punto di arrivo, ma anche di un punto di partenza', ha detto Federico Valenzano, osservando che 'l’accordo è l’esito di tanti anni di cammino insieme a molti soggetti, non solo istituzionali e del terzo settore, ma anche singoli cittadini, quelli che definiamo “fragili” o “poveri”, che per Caritas è fondamentale coinvolgere nei processi decisionali e fasi di progettualità; Il protocollo è un punto di partenza perché propone un nuovo stile di lavoro, dove i cittadini non si limitano a delegare i loro problemi alle istituzioni, ma diventano co-costruttori di servizi contribuendo anche a migliorarli'.
Il vicedirettore di Caritas diocesana ha poi osservato l’importanza 'del coinvolgimento di attori come Unicredit e la Fondazione
Unicredit ha infatti finanziato il progetto 'Promuovere engagement contro la povertà educativa' (Pepe) di Caritas Italiana, che prevede cinque sperimentazioni nel territorio nazionale, inclusa Modena.
La Fondazione di Modena, a sua volta, ha sostenuto la nascita dei tavoli comunità e la realizzazione di una ricerca con il Dipartimento di filosofia, sociologia, pedagogia e psicologia applicata (Fisppa) dell’Università di Padova per rilevare i bisogni ed esigenze degli abitanti del quartiere.
I loro contributi si inseriscono, insieme ai fondi 8xmille della Cei, nelle risorse che hanno reso possibile il percorso pluriennale di Caritas diocesana, realizzato in collaborazione con l’amministrazione comunale, l’Ausl Modena – che collabora a diversi progetti in corso – e altre realtà operanti nel territorio.


