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Coronavirus, Governo vara misure da stato di polizia nelle zone rosse

Coronavirus, Governo vara misure da stato di polizia nelle zone rosse

Divieto di allontanamento e di ingresso nelle aree 'focolaio' del virus, che saranno presidiate dalle forze di polizia e in caso di necessità anche dai militari. Saltano le partite di Sassuolo e Carpi


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Il Governo vara misure da stato di polizia contro il Coronavirus: le zone rosse diventano off limitis. Divieto di allontanamento e di ingresso nelle aree 'focolaio' del virus, che saranno presidiate dalle forze di polizia e, in caso di necessità, anche dai militari, con sanzioni penali per chi viola le prescrizioni. Stop alle gite scolastiche in Italia e all'estero, sospensione di tutte le manifestazioni pubbliche - a partire da tutte quelle previste per domani in Lombardia e Veneto, compresa la serie A (annullate le partite di Sassuolo e Carpi, rispettivamente a Bergamo contro l'Atalanta e a Salò contro la Feralpi), quarantena con 'sorveglianza attiva' per tutti coloro che sono stati in contatto con casi confermati del virus. Non solo. Chiusura di scuole, negozi e musei, stop a concorsi, attività lavorative private e degli uffici pubblici, fatti salvi i servizi essenziali, limitazione per la circolazione di merci e persone. Il Consiglio dei ministri, al termine di una riunione fiume nella sede della Protezione Civile, approva così un decreto con misure durissime per tentare di arginare il diffondersi del coronavirus dopo l'esplosione dei focolai in Lombardia e Veneto e il primo caso registrato in Piemonte, che ha portato il totale dei numeri a 76.

Polizia e carabinieri stanno predisponendo turni per il controllo delle aree che devono essere «isolate».
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Al momento ogni questura e prefettura deciderà quanti uomini impiegare nei controlli
ma se la situazione dovesse peggiorare sarà necessario impiegare l’esercito per garantire il presidio fisso e «liberare» così gli uomini delle forze dell’ordine. La presenza dei militari per «cinturare» le zone di rischio fornisce la sensazione di una gravissima emergenza e per questo il governo ha valutato a lungo questa eventualità.

'Abbiamo adottato un decreto per tutelare la salute degli italiani, che è quella che ci sta più a cuore e che nella gerarchia dei valori costituzionali è al primo posto' - ha detto il premier Giuseppe Conte. Le misure di cui parla il presidente del Consiglio riguardano al momento i dieci comuni del lodigiano individuati già ieri, dove vivono oltre 50mila persone, e l'area di Vo' Euganeo, in provincia di Padova. Saranno, a tutti gli effetti zone rosse: non si entra e non si esce. Non solo: all'interno delle zone focolaio 'l'accesso ai servizi pubblici essenziali e agli esercizi commerciali per l'acquisto di beni di prima necessità - dice il decreto - è condizionato all'utilizzo di dispositivi di protezione individuale'.

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