Nonostante continuino a raccontarci che è andato tutto bene e che il “sistema ha retto”, i dati e le storie dei lavoratori e degli anziani deceduti raccontano una realtà ben diversa che non può e non deve essere nascosta.
Quanto è accaduto - affermano - non è determinato dal caso, ci sono delle responsabilità amministrative e politiche ed è per questo che chiediamo all'Amministrazione Regionale un confronto affinchè venga fatta immediatamente chiarezza su quanto è accaduto, che venga dato ascolto alle segnalazioni dei familiari e dei lavoratori che si sono scontrati in questi mesi con una gestione approssimativa dell'emergenza sanitaria'
'Il modello socio-sanitario della nostra Regione ha mostrato in questi mesi l'incapacità di garantire il diritto alla salute e ad un'assistenza sanitaria adeguata - si legge nella nota firmata da USB Emilia Romagna, Comitato familiari delle vittime delle CRA/RSA di Modena e Provincia, Familiari dei pazienti di Asp Città di Bologna, Familiari dei pazienti Istituto Sant'Anna Bologna, Familiari dei pazienti di Parma
'Il taglio delle risorse, i meccanismi di accreditamento e la conseguente privatizzazione di tali servizi ha creato un sistema inadatto a prevenire e a tutelare al massimo gli ospiti delle strutture e i lavoratori. La mancanza di personale, il basso rapporto tra pazienti e operatori, la mercantilizzazione dei servizi alla persona sono stati gli elementi che hanno reso debole un sistema di cura inadatto a tutelare le persone.
Tale sistema di cura dell'anziano va ripensato e riorganizzato mettendo al centro le esigenze dei pazienti e dei lavoratori. Ed è anche per questo che martedì saremo davanti alla Regione, per chiedere che vengano individuate soluzioni reali, per una radicale modifica delle strutture che metta al centro l'interesse e la salute degli ospiti eliminando la logica del mercato


