Articoli Società

Cure domiciliari Covid, giorni decisivi, pressing sul governo

Cure domiciliari Covid, giorni decisivi, pressing sul governo

A 4 mesi dall'impegno assunto in Senato con l'approvazione di un ODG per introdurre il protocollo unico, nulla si è mosso oltre a tachipirina e vigile attesa


3 minuti di lettura

Un Ordine del Giorno per impegnare il Governo Draghi ad attivarsi per l’istituzione di un Protocollo Unico Nazionale per la gestione domiciliare dei malati Covid. E quello che nell'aprile scorso era stato approvato dall'aula del Senato con 212 voti favorevoli, 2 contrari e 2 astenuti

L’Odg, sottoscritto da tutti i partiti, prevede che il governo “aggiorni i protocolli e linee guida per la presa in carico domiciliare da parte dei medici di medicina generale, dei pediatri di libera scelta e dei medici del territorio, dei pazienti Covid-19 tenuto conto di tutte le esperienze dei professionisti impegnati sul campo' nella cura diretta dei pazienti. Con l'impegno a raccogliere dati clinici raccolti dai Servizi sanitari regionali facendoli confluire in un protocollo unico nazionale di gestione domiciliare del paziente Covid-19 da accompagnare con un piano di potenziamento delle forniture di dispositivi di telemedicina idonei ad assicurare un adeguato e costante monitoraggio dei parametri clinici dei pazienti al proprio domicilio.

Un importante risultato ottenuto sul piano politico ed istituzionale nella battaglia contro il virus ottenuto mesi fa anche grazie alla determinazione dei medici del Comitato Cura Domiciliare Covid-19 che in questi 14 mesi di pandemia hanno curato direttamente a casa i pazienti, precocemente, ovvero nei primi giorni della malattina, dimostrando l’efficacia dello schema terapeutico basato su farmaci già in commercio, a disposizione e approvati, e di un lavoro di squadra mai realizzatosi prima in Italia.
Spazio ADV dedicata a Agenzia Casa

Per armonizzare e coordinare questo lavoro l'Ordine del Giorno sottoscritto dai partiti ed approvato impegnava il governo “ad istituire un tavolo di monitoraggio ministeriale, in cui siano rappresentate tutte le professionalità coinvolte nei percorsi di assistenza territoriale, vista la crescente complessità gestionale e la necessità di armonizzare e sistematizzare tutte le azioni in campo, ad attivare, per una efficace gestione del decorso, fin dalla diagnosi, interventi che coinvolgano tutto il personale presente sul territorio in grado di fornire assistenza sanitaria, accompagnamento socio-sanitario e sostegno familiare, nel rispetto dell’autonomia regionale”.

Dopo 4 mesi dall'approvazione quell'impegno politico ed istituzionale assunto ufficialmente è rimasto lettera morta. E su questo, il 27 luglio L’Unione per le Cure, i diritti e le libertà (Ucdl), associazione di cittadini a sostegno del Comitato Cura Domiciliare Covid-19, ha richiamato l'attenzione del ministro Speranza e del governo in un incontro avvenuto presso il Ministero della Salute, nel quale sono state consegnate 30.000 sottoscrizioni di cittadini guariti dal Covid e seguiti a casa dai medici del Comitato, a sostegno della richiesta
di adottare lo schema terapeutico nelle linee guida del Ministero della Salute, anche per superare, dopo le sentenze ed i ricorsi del e al Tar del Lazio, il protocollo approvato dal ministero e appplivato praticamente da inizio pandemia, legato all'utilizzo di tachipirina e cosiddetta vigile attesa, con tutte le conseguenze che ognuno di noi direttamente o indirettamente, ha avuto modo, in 14 mesi di pandemia, verificare.

La palla, come al solito, spetta al governo. A fronte del dossier sui risultati ottenuti presentati dal Comitato e riconosciuti da centinaia di medici, il governo dovrebbe fornire una risposta. Anche se i dubbi sul merito e sui tempi della risposta rimangono. Il riconoscimento di un protocollo di cura efficace, anche se posto in parallelo con la campagna vaccinale, potrebbe interferire in realtà con la campagna vaccinale stessa condotta con vaccini in fase sperimentale e, come tale, basata su un autorizzazione vincolata all'assenza di una cura efficace e ufficiale contro il Covid.

Gi.Ga.
Foto dell'autore

La Pressa è un quotidiano on-line indipendente fondato da Cinzia Franchini, Gianni Galeotti e Giuseppe Leonelli. Propone approfondimenti, inchieste e commenti sulla situazione politica, sociale ed ec...   

La Pressa
Logo LaPressa.it

Da anni Lapressa.it offre una informazione indipendente ai lettori, senza nessun finanziamento pubblico. La pubblicità copre parte dei costi, ma non basta. Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci segue di concederci un contributo. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di lettori, è fondamentale.

Articoli Correlati