'Questa nuova lapide dimostra che la memoria, come la storia, è sempre in movimento ed è frutto di studio e approfondimento – ha detto il sindaco Massimo Mezzetti - Questi nomi e cognomi restituiscono quindi un tassello fondante della biografia dei caduti modenesi della Divisione Acqui: la loro identità. Come amministrazione comunale siamo felici di aver collaborato con Anmig per questo risultato'.
Nomi che si aggiungono ai 113 già noti e celebrati da una prima lapide apposta nel Tempio nei primi anni Cinquanta. Salgono così a 152 i modenesi della Divisione Acqui caduti a Cefalonia e Corfù dopo l'8 settembre 1943, per aver scelto di non accettare la resa alle truppe tedesche. Di questi: 77 sono morti in combattimento o sono stati fucilati dopo la resa; 14 sono annegati nei naufragi, causati dalle mine, durante i trasferimenti verso la terraferma; 55 sono deceduti in prigionia e 4 sono morti poco dopo il rientro a casa, per le ferite o le malattie contratte nei campi. Infine, un reduce, dopo essere fuggito dalla prigionia, è morto in Jugoslavia combattendo come partigiano, e un altro è deceduto per cause non ben precisate. Le loro biografie sono state oggi raccolte nel supplemento del Notiziario Anmig che è stato distribuito durante la mattinata.
Significativa la data scelta la cerimonia inaugurale. È infatti il 13 settembre 1943 quando ha inizio l’eccidio dell'intera divisione che presidia le isole di Cefalonia e Corfù. Gli ufficiali e i soldati della Divisione Acqui, con un vero e proprio plebiscito, decidono di non deporre le armi e di combattere contro i tedeschi. Immediata e violentissima la reazione nazista, per espresso ordine di Hitler, a cui cercheranno di resistere fino alla mattina del 22 settembre quando, ormai allo stremo, decisero di accettare la resa senza condizioni, ma questo non fermò il massacro: circa 4.000 militari, su un totale di circa 11.000, furono uccisi dai tedeschi durante i combattimenti e, indiscriminatamente, dopo la resa mediante esecuzioni sommarie.
La cerimonia di inaugurazione della nuova lapide, si è aperta con la Santa Messa celebrata da don Marco Falcone, Cappellano militare dell'Accademia Militare di Modena. A seguire, dopo la benedizione e la deposizione di una corona, si sono tenuti gli interventi delle tante autorità presenti. Oltre al sindaco Mezzetti erano presenti la consigliera regionale, Maria Costi; il presidente della Provincia di Modena, Fabio Braglia; la vice prefetta aggiunta di Modena, Simona Piraino; il comandante dell'Accademia Militare di Modena, generale Stefano Messina; il presidente nazionale Anmig, Claudio Betti; il vicecomandante dei Vigili del Fuoco di Modena, Canio Fastiggi, la presidente Anmil Modena, Marina Beneventi Merini; il presidente dell’Anpi di Modena, Vanni Bugarelli, e la presidente dell’istituto Storico di Modena, Ilaria Franchini. Presenti anche alcuni rappresentanti dei Corpi dello Stato e di Associazioni combattentistiche e d'arma.


