Domani, nel giorno dell’anniversario della nascita di Luciano Pavarotti, che quest’anno avrebbe compiuto 91 anni, l’amministrazione comunale gli rende omaggio facendo risuonare in Piazza Grande, per l’intera giornata, le arie più celebri interpretate dal Maestro. Alle 19 si terrà la Cerimonia di intitolazione a Pavarotti del Conservatorio di Modena e Carpi (via Goldoni 10), che vedrà la presenza del ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, dei sindaci di Modena e Carpi - Massimo Mezzetti e Riccardo Righi - e dei rappresentanti della famiglia e della Fondazione Pavarotti.
'La ministra dell’Università Anna Maria Bernini viene a Modena per una cerimonia, ma dimentica le difficoltà quotidiane di studenti e studentesse' - è la critica che arriva da Giacomo Giusti, segretario cittadino dei Giovani Democratici di Modena.
'Mentre il Governo celebra le istituzioni culturali, migliaia di giovani devono fare i conti con affitti sempre più onerosi e borse di studio insufficienti. Mancano interventi nazionali adeguati per rendere gli alloggi accessibili e garantire concretamente il diritto allo studio. In Emilia-Romagna, il contributo della Regione è stato fondamentale per sostenere gli studenti idonei alla borsa di studio, ma non può spettare soltanto alle amministrazioni regionali colmare le lacune del finanziamento statale'.
Sulla stessa linea interviene Alessio
Dondi, responsabile Università e Scuola della segreteria provinciale dei Gd modenesi, che contesta le scelte del Ministero sul fronte dell’edilizia universitaria: 'Il diritto allo studio non può diventare un privilegio riservato a chi può permetterselo. Le risorse del PNRR destinate agli studentati devono tradursi in posti letto realmente accessibili, senza lasciare che la rendita e gli interessi degli operatori privati prevalgano sull’interesse pubblico. Servono investimenti nell’edilizia residenziale universitaria pubblica e soluzioni concrete contro il caro-affitti'.
A pesare è anche la condizione di chi fa ricerca: secondo l’XI Indagine nazionale dell’ADI (Associazione Dottorandi e Dottori di Ricerca in Italia), circa tre dottorandi su quattro non riuscirebbero ad affrontare una spesa imprevista di 800 euro. Chi porta avanti la ricerca merita tutele, borse indicizzate all’inflazione e prospettive stabili, non precarietà: la ricerca non può essere un lusso per pochi.
I Giovani Democratici chiedono un rifinanziamento strutturale del Fondo integrativo statale per garantire le borse a tutti gli aventi diritto, misure efficaci per ampliare l’offerta di alloggi a prezzi sostenibili e un potenziamento dei servizi di supporto psicologico negli atenei: 'Non bastano i tagli del nastro se, per troppe ragazze e troppi ragazzi, proseguire gli studi significa affrontare sacrifici economici insostenibili.




