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Drop-in, il Ceis: 'Risposta concreta ed efficace a una problematica in continuo aumento'

Drop-in, il Ceis: 'Risposta concreta ed efficace a una problematica in continuo aumento'

'E' il servizio che va là dove l’utente può avere necessità e si propone di coinvolgere nel sistema di assistenza e cura chi vive davvero ai margini'


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In merito all’approvazione da parte del Comune di Modena della mozione che istituisce una Commissione Tecnica Speciale dedicata all’approfondimento sulla gestione del Drop-In, la Fondazione CEIS, ente gestore del servizio, esprime 'piena adesione e disponibilità a partecipare attivamente ai lavori, mettendo a disposizione competenze, professionalità ed esperienza maturate in oltre quarant’anni di intervento nel campo delle dipendenze'.
'La Commissione – che vedrà il coinvolgimento del Presidente del Quartiere 2 quale figura di raccordo istituzionale, insieme ai rappresentanti della Direzione Sanitaria dell’AUSL Modena (SerDP), agli esperti CEIS e ai referenti dei Servizi Sociali – rappresenta per noi un’opportunità importante di confronto, trasparenza e ascolto della cittadinanza. Riteniamo fondamentale che ogni intervento su temi complessi come la marginalità e le dipendenze sia accompagnato da un dialogo costante con il territorio e con i residenti. Il Drop-In “Sulla Frontiera” rappresenta un servizio a bassa soglia, facilmente accessibile, pensato per intercettare le persone che vivono ai margini: senza dimora, con dipendenze attive, spesso lontane dai servizi e si pone l’obiettivo di concorrere a fornire una risposta integrativa ed originale ai bisogni sia individuali che collettivi'.

 

'L’esperienza maturata negli anni ci ha reso aperti e solleciti ad offrire una risposta efficace ed adeguata proprio all’interno della cornice
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degli interventi a bassa soglia, animati dalla convinzione che non è più possibile né sensato proporre un unico modello di intervento, ma che sia fondamentale sperimentare diverse strategie in risposta alle problematiche correlate alla tossicodipendenza.
Chi oggi opera nel Drop-In possiede una professionalità universitaria in ambito sanitario ed educativo, senza tralasciare l’apporto prezioso degli ESP, nel solco della “peer education”. Il lavoro si sviluppa in stretta connessione con il SerDP, i Servizi Sociali e le realtà del territorio. Sono inoltre frequenti gli scambi con altri centri in Italia e all’estero (recentemente, ad esempio, con i gestori dei servizi a bassa soglia di Bordeaux, in Francia), a conferma di un approccio aperto e in continuo aggiornamento. Il Drop-In è un intervento che acquista ancora più valore se consideriamo che crack e cocaina oggi hanno invaso le strade cittadine, anche a causa del loro basso costo. Se le persone senza fissa dimora, isolate e dipendenti da sostanze sembravano diminuite nei parchi modenesi negli anni 2000, oggi assistiamo a una loro ricomparsa, dovuta proprio agli effetti devastanti di queste sostanze, che generano una nuova e diffusa marginalità'.

'La nostra azione si fonda su un principio chiaro: la tutela della dignità della persona, anche nelle situazioni di maggiore fragilità.
La riduzione del danno è una strategia sanitaria e sociale che mira a diminuire i rischi e i danni correlati all’uso di sostanze, senza imporre condizioni preliminari come l’astinenza. Significa riconoscere l’autodeterminazione della persona e costruire con essa un’alleanza possibile, anche quando non è pronta o in grado di intraprendere un percorso terapeutico tradizionale - afferma Marco Sirotti, coordinatore Area dipendenze Ceis -. Significa pertanto proporre un servizio che non pone come pregiudiziale la disintossicazione o l’avvio di un percorso terapeutico, ma lascia al soggetto la libertà di scelta, al fine anche di raggiungere quei soggetti che si collocano nella fascia ‘sommersa’ e quindi poco conosciuta dai servizi. Diventa quindi necessario ‘stringere un’alleanza’ con il soggetto, a cui non viene imposto a priori né un ‘contratto terapeutico’ né il cambiamento. Il Drop-In rappresenta una struttura idonea e dedicata che risponde pienamente alle caratteristiche dell’intervento a bassa soglia. È il servizio che va là dove l’utente può avere necessità e si propone di coinvolgere nel sistema di assistenza e cura chi vive davvero ai margini, chi non si rivolge a nessuno, nemmeno allo sportello d’aiuto.
Gli obiettivi principali sono: ridurre i danni sanitari e sociali legati all’uso di sostanze e all’alcol; migliorare le condizioni di vita delle persone in strada; favorire l’accesso ai servizi sanitari e sociali; creare relazioni di fiducia che possano attivare percorsi di cambiamento. Il servizio si basa su un approccio non giudicante: si offre aiuto senza imporre condizioni, ma all’interno di regole chiare e inderogabili, che garantiscono sicurezza per tutti. A chi osserva che si corre il rischio di concentrare in un’unica struttura tanti soggetti a rischio, rispondiamo che le tensioni possono crearsi ovunque – basta guardare agli ospedali e ai pronto soccorso – ma chiediamo, e siamo rigorosi, che anche nel Drop-In si osservino quelle regole che il Ceis da sempre segue. Il Drop-In non è quindi a nostro parere un elemento generatore o attrattore del fenomeno, ma costituisce una risposta concreta ed efficace a una problematica che è, purtroppo, in continuo aumento'.
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