Le ragioni espresse dall'Ausl sono diverse ma si sostanziano intorno alla figura di un infermiere specializzato nell'emergenza urgenza e formato nel fare quello. E capace di svolgere quasi la totalità delle funzioni del medico. In sostanza, nel momento in cui i Met sono stati eliminati l'obiettivo è spiegare che con un infermiere specializzato, non solo non fa la differenza in negativo ma è addirittura meglio.
In linea con la posizione Ausl Andrea Andreucci referente nazionale del sindacato degli infermieri per l'emergenza urgenza secondo il quale l'infermiere specializzato in uno scenario di emergenza garantisce una prestazione adeguata a di altissimo livello, la migliore che si possa a mettere a disposizione, anche senza la presenza del medico che potrà intervenire con ogni mezzo in una situazione che grazie all'infermiere, sarebbe gestita nel migliore dei modi.

Dichiarazioni che hanno fatto andare letteralmente su tutte le furie Mario Balzanelli, presidente nazionale del sistema 118: 'Gli studi internazionali dimostrano che la presenza del medico a bordo è irrinunciabile per aumentare la sopravvivenza nei pazienti critici'. Balzanelli ha denunciato come 'pericoloso' il concetto secondo cui una comunità possa essere più sicura senza medici nei mezzi di soccorso, sottolineando che 'la figura del medico non è sostituibile né vicariabile'.
Il confronto si è concentrato di fatto sulle diverse visioni rispetto ad un interrogativo fondamentale: la sicurezza dei cittadini può ancora essere garantita in assenza di un medico a bordo del mezzo di soccorso?

Secondo questa visione, il sistema attuale sarebbe addirittura più sicuro, perché basato su professionisti – infermieri e volontari – che si occupano esclusivamente di emergenza, senza suddividersi tra attività ambulatoriali o ospedaliere.
A difendere la nuova organizzazione è intervenuto anche Andrea Andreucci, presidente della società italiana degli infermieri di emergenza. emergenza: 'La professione infermieristica non è più quella di trent’anni fa. Gli infermieri oggi sono in grado di gestire anche situazioni complesse attraverso protocolli codificati'. Andreucci ha invitato a superare le dicotomie tra professioni, puntando invece sulla preparazione individuale e la qualità dell’intervento.
Ma la replica da parte di Roberto Pieralli, referente regionale SNAMI Emilia-Romagna, è stata dura: 'La medicina non è un protocollo.
Anche Giusi Parente (FIALS) ha denunciato le contraddizioni del nuovo modello organizzativo: 'Non basta la tecnologia sull’ambulanza. Non si può pensare che l’autista – magari un volontario o un imbianchino di giorno – possa supportare un infermiere nel gestire un arresto cardiaco o una rianimazione cardiopolmonare.E tanto più una persona da sola. La sindacalista ha ribadito che «l’equipaggio medico-infermieristico è l’unico in grado di garantire un intervento tempestivo, efficace e realmente avanzato».
Sul fronte Ausl, anche se non previsto, ma sollecitato dagli interventi, Geminiano Bandiera, direttore del Dipartimento di Emergenza-Urgenza, in platea come uditore, decide di intervenire. 'Nessuno ritiene il medico rinunciabile, ma va garantito un equilibrio tra efficienza e tempestività. Il tempo è la prima variabile: intervenire subito con quello che abbiamo è spesso meglio che attendere una medicalizzazione ritardata'.
Secondo Bandiera, non esiste letteratura clinica che dimostri inequivocabilmente la superiorità assoluta di un mezzo con medico rispetto ad un team infermieristico formato e ben equipaggiato.
Dal pubblico: “Noi montanari siamo abituati a soffrire, ma non all’ingiustizia”
Il dibattito si è chiuso con un appassionato intervento di una rappresentante del Comitato organizzatoee: 'Siamo montanari, siamo abituati alla fatica, alla neve, al ghiaccio. Ma non siamo rassegnati alle ingiustizie. Se Maometto non va alla montagna, sarà la montagna a muoversi'.
Sono quasi le 20,30 quando un medico di emergenza territoriale interviene esprimendo la delusioni per le parole giudicate denigratorie nei confronti della sua categoria, da parte del direttore di dipartimento Massimo Brunetti e dal referente degli infermieri a livello nazionale. 'Non vi dovete permettere di sminuire la nostra professione solo perché facciamo altre cose oltre l'emergenza urgenza. Siamo abilitati da organismi regionali e nazionali e non ci va di essere bollati come quelli che fanno marchette'
Gi.Ga.

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