Dopo decenni di immobilismo politico e amministrativo (la cronaca locale e nazionale si occupava del degrado e del rischio ambientale dell'area ex industriale alle porte del centro già dalla metà degli anni '90'), l’area sta cambiando volto grazie agli interventi finanziati dal PNRR, che comprendono, oltre alla creazione di nuovi spazi, la bonifica del suolo nel Lotto 4.
Lavori attesi, soprattutto in un quartiere che ha convissuto per decenni lungo con degrado, abbandono e inquinamento. Ma la presenza del deposito di terra contaminata, rimasto esposto alle intemperie per gli stessi decenni e ancora oggi necessita di una copertura, impone una riflessione più ampia.
Sulla base dei rapporti Arpae e Ausl, il materiale estratto all'inizio degli anni 2000 per valutare il livello di contaminazione del sito indicarono che il terreno delle ex Fonderie, proprio per la presenza di inquinanti, non sarebbe stato compatibile con un uso residenziale, ma solo, al massimo, con attività di tipo terziario o di servizio. Quel cumulo, dunque, non era un semplice residuo di cantiere: rappresentava la prova tangibile di una contaminazione significativa, che richiedeva protezione e monitoraggio costante.
Eppure, nel corso degli anni, la copertura del deposito di materiale scavato ed estratto, è stata più volte danneggiata dal maltempo, dal vento e dall’usura naturale.
È legittimo chiedersi ancora oggi, nel momento in cui quel cumulo è stato scoperto, mosso e mescolato dalle ruspe, quanto quel materiale sia rimasto realmente confinato e se la sua esposizione agli agenti atmosferici abbia comportato, e comporti ancora oggi, rischi per il quartiere circostante. Non solo in termini di possibile percolazione nel terreno, ma anche di dispersione di componenti volatili nell’aria.
Nella foto, l'area, dall'alto, nel 2014

Le abitazioni e le attività che circondano l’area si trovano a pochi metri dal punto in cui il terreno contaminato è rimasto stoccato per oltre due decenni. E mentre oggi la bonifica del Lotto 4 procede con il lavoro delle ditte specializzate resta aperta la questione di ciò che è accaduto in passato e di quanto, in termini ambientali, sta accadendo oggi. Perché se ieri e nel corso degli ultimi 20 anni la trasparenza è stata scarsamente, o per nulla, garantita, oggi è necessario non ripetere gli stessi errori.. Soprattutto da parte di una amministrazione che ha posto la trasparenza, anche in campo urbanistico ed ambientale, anche oggetto di una specifica delega ad un assessore.
Gi.Ga.


