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Ex Pro Latte: l'area abbandonata da 20 anni trasformata in discarica ora ha un futuro

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La conferma dell'acquisto e dell'investimento privato per il comparto ex industriale nell'area nord di Modena arrivata dall'Assessore Vandelli in risposta all'interrogazione del capogruppo FI Giacobazzi


Ex Pro Latte: l'area abbandonata da 20 anni trasformata in discarica ora ha un futuro

Per più di 20 anni è stata simbolo di degrado urbano e del fallimento di uno dei diversi comparti che nella fascia ferroviaria nord doveva rappresentare, insieme ad altri 8 tra i quali l'ex mercato bestiame, il fiore all'occhiello nella rigenerazoione urbana. Peccato che al posto di quel fiore nell'area ex industriale da 14.000 metri quadrati è nata forse la più grande discarica abusiva a cielo aperto della città. Accompagnata, nell'area coperta del fatiscente capannone, in un immenso bivacco comune per senza fissa dimora, tossicodipendenti e prostitute vittime della tratta. Da anni al centro delle denunce e della segnalazioni dei residenti del quartiere, aggregati in comitato, e nuovamente anche delle forze politiche d'opposizione. Ed è proprio in risposta all'ultima interrogazione del consigliere comunale di Forza Italia Piergiulio Giacobazzi

Da circa due mesi, dalla notizia che da parte di un soggetto privato c'era stata la volontà di acquisire l'area, qualcosa si è mosso.


L'acquisizione si è concretizzata e la prospettiva quantomeno di un iniziale sgombero dalle centinaia di tonnellate di rifiuti e di una messa in sicurezza dell'area anche attraverso una nuova recinzione, è stata confermata oggi dall'Assessore comunale all'urbanistica Anna Maria Vandelli nella sua risposta all'interrogazione del consigliere comunale di Forza Italia Piergiulio Giacobazzi

“All’ex Pro Latte è tempo di scrivere una nuova pagina: la proprietà subentrata nel 2021 ha da subito attivato interventi di pulizia e di sgombero e, a breve, farà partire le demolizioni e realizzerà una nuova recinzione provvisoria. È, inoltre, stato avviato un percorso per progettare un nuovo assetto nella zona che dia piena attuazione alle strategie e agli obiettivi del Pug” - ha annunciato l'assessore.

Il consigliere Giacobazzi aveva chiesto, in particolare, se l’Amministrazione fosse a conoscenza della situazione di degrado dell’area, se tra i rifiuti presenti ci fossero sostanze pericolose o tossiche, e se fosse stata verificata la presenza di una famiglia con minori all’interno del compendio. In caso affermaivo, se fosse stata attivata una loro sistemazione. Giacobazzi ha quindi domandato come intenda attivarsi per la risoluzione di tale problematica e se siano in corso contatti con l’attuale proprietà per un intervento tempestivo di messa in sicurezza del compendio e per il futuro dell’area.

L'inquadramento del comparto e il progetto possibile

L’area dell’ex Pro Latte rientra tra quelle oggetto della ricognizione dei comparti attuabili ai sensi del vigente strumento urbanistico, oggetto di accordo di pianificazione e, nel 2010, di variante urbanistica, su cui sussiste una capacità edificatoria con destinazioni residenziali più una piccola quantità di funzioni non residenziali/terziario.

L’assessora ha evidenziato che il Comune è in contatto con la nuova proprietà, la società immobiliare che sta gestendo l’ampliamento di Cpc a Sant’Anna, e che la proprietà sta sviluppando un progetto il cui iter prevede anche il parere del Consiglio comunale. “È tempo di azzerare il pregresso – ha ribadito – superando anche il precedente progetto, e di disegnare un nuovo assetto per arricchire questa parte di città di connessioni est-ovest, nord-sud, e per dotarla di tutto quello che serve per realizzare un quartiere di prossimità. Il percorso per la rinascita di quest’area – ha sottolineato – è possibile grazie all’azione dell’Amministrazione, che in questi anni ha dato priorità alla rigenerazione della Fascia nord, creando le condizioni essenziali per restituire nuova attrattività e qualità di contesto alla zona. È un’area in movimento e anche questo è prova della correttezza della strada intrapresa”.

L’assessora ha infatti ricordato il trascorso dell’area, “un ampio contesto che scorre dalle Vinacce fino alle ex Fonderie riunite, oggetto di un programma di rigenerazione pubblico-privata, con rifunzionalizzazione previa bonifica. Si tratta di un intervento – ha proseguito – che ha generato attese immobiliari importanti, ma poi il processo si è interrotto prima con la crisi culminata nel 2006 poi con il terremoto del 2012 e molte società sono entrate in procedure di liquidazione. Da quasi un decennio, quindi, l’area è sospesa con una proprietà con patrimonio negativo e un curatore senza portafoglio che non ha reso possibili interventi. Solo quest’anno, a procedura di liquidazione ancora in corso, il comparto è appunto stato venduto alla nuova proprietà”.

Vandelli ha poi precisato che sono stati diversi gli interventi del Comune per ordinare azioni urgenti e, negli ultimi due mesi, la Polizia locale è intervenuta due volte, identificando le persone trovate all’interno al momento dei sopralluoghi.

Nella replica, il consigliere Giacobazzi ha sottolineato che “i residenti aspettavano da tempo risposte su questo tema” e ha detto di condividere che, “quando ci sono fallimenti, l’Amministrazione ha sotto certi punti di vista le mani legate. Le cose sono cambiate da quando ho presentato l’interrogazione a giugno – ha aggiunto – c’è una proprietà nuova che ha dato indicazioni su quanto intende fare; speriamo che mantenga quanto detto”

Sul tema, a seguito della trasformazione dell'interrogazione in interpellanza con dibattito, è intervenuto il capogruppo del Pd Antonio Carpentieri, che ha posto l’attenzione sui contenitori dismessi, spesso legati a situazioni di fallimento di privati, “cui come Amministrazione dobbiamo far fronte. La politica nazionale – ha proseguito – deve farsi carico di situazioni di questo tipo, perché il Comune non ha armi se non le ordinanze che, forse, possono solo tamponare le emergenze ma non sbloccano la rigenerazione. Proviamo a pensare cosa la politica locale può fare, magari un documento politico, per sollecitare il legislatore a fornirle strumenti normativi e finanziari per agire”.

La Pressa si è occupata a più riprese dello stato di degrado, di abbandono e della pericolosità dell'area ex pro latte. Nelle immagini che seguono, la situazione nel 2017, molto simile a quella rimasta fino ad oggi



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