Fiammetta Borsellino, figlia del magistrato antimafia Paolo assassinato da Cosa Nostra in quella che viene ricordata come la strage di via D'Amelio, oggi era a Modena per incontrare gli studenti di Giurisprudenza Unimore, in un appuntamento da loro organizzato in occasione dell’intitolazione di un'aula del dipartimento ai magistrati Falcone e Borsellino, eroi civili e vittime di mafia. 'Ma attenzione - avverte la Borsellino rivolgendosi ai ragazzi - 'il male da solo non basta. Ad uccidere insieme a chi spara è l'indifferenza, chi di fronte al male gira la testa dall'altra parte, chi non fa il proprio dovere'.
E chi non lo ha fatto, il proprio dovere, anche quando aveva l'obbligo di indagare sui mandanti ed i responsabili della strage di via D'Amelio, e ricercare la verità, è bene presente, anche con nomi e cognomi, nella memoria e nell'intervento di Fiammetta Borsellino. Un fiume in piena, fatto di nomi di magistrati, poliziotti, corrotti. Il tutto davanti alle massime autorità civili e militari di Modena (mancava il sindaco Muzzarelli rappresentato dall'Assessore alla legalità Andrea Bosi), e ad una stracolma platea di studenti. Fiammetta Borsellino ripercorre anche la storia ed i responsabili, riconosciuti tali solo recentemente, e ancora impuniti, di quello che chiama il più grande, anche se mal costruito, depistaggio della storia della nostra Repubblica. Sancito dal processo Borsellino quater. 'Ad oggi il CSM non ha avviato nessun procedimento nei confronti di chi ha sbagliato'. La Borsellino parla con passione e ardore. Silenzi, depistaggi, omissioni in quella che doveva essere la ricerca della verità su quella strage, bruciano. Come il giorno in cui fu chiamata a presentare una istruttoria sul processo. 'Non se ne fece nulla. 'Non si poteva fare nulla perché la procura generale non faceva l'azione di impulso.
La Borsellino non legge alcun copione scritto, va a braccio. Con lo sguardo sempre rivolto oltre alle prime file occupate dalle autorità. Cercando quel contatto visivo e di pelle con gli studenti che seguono in silenzio le sue parole. E conferma questa volontà rivolgendosi alla platea parlando di 'ragazzi'
'Sono loro che mi hanno portata qui e sono venuta per loro'. Ed è per loro, visti i ritardi nella scaletta, Borsellino chiede ed ottiene di stravolgere il programma degli interventi. Anticipando il suo. Alla schiera di saluti che devono ancora finire. 'Prima che gli studenti se ne vadano' - dice.
Parlare agli studenti, ai giovani, prioritariamente. Come prediligeva fare suo padre, in incontri anche informali, al di la delle etichette, al di là di quelle a cui la Borsellino afferma di essere refrattaria 'liturgie dell’antimafia'. Fiammetta Borsellino si fa dare del 'tu', e in piedi ricorda la figura del magistrato attraverso il suo insegnamento da padre di famiglia, consapevole del prezzo della ricerca della verità.
'Ci aveva preparato al fatto che quando si fanno delle scelte, certe cose possono accadere. Ci ha insegnato a scegliere perché bisogna sempre scegliere da che parte stare.
Gianni Galeotti


