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Fondazione Casa Regina della Famiglia, inviata diffida alla Regione

Fondazione Casa Regina della Famiglia, inviata diffida alla Regione

Le sorelle Basoli: 'Vorremmo ricominciare il nostro lavoro nel rispetto della nostra autonomia e identità'


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La messa in liquidazione della Fondazione Casa Regina della Famiglia, che accoglie famiglie in condizioni di disagio e fragilità sociale, in particolare madri sole con figli, continua ad essere al centro di uno scontro tra il liquidatore e le famiglie residenti nella Villa posta sulle rive del Secchia nei pressi di Villanova che dal 2000 hanno svolto come educatori volontari un’opera di accoglienza di tipo familiare, oltre a promuovere attività formative, educative e ricreative rivolte in particolare a donne e minori. Una vicenda che ha già visto una mobilitazione per salvare la struttura con una petizione di 10mila firme.

'A partire dal 2013 ci siamo trovati al centro di conflitti e tensioni di varia natura che hanno coinvolto le istituzioni pubbliche, dalla Curia alla Regione ER, dai vertici della Compagnia di Gesù all’amministrazione comunale, che, in un continuo rimpallo di responsabilità, hanno portato di fatto all’eliminazione della nostra realtà - spiegano Anna Basoli, la sorella suor Chiara Basoli e Paolo Zanni -. Noi crediamo nel nostro lavoro, continuiamo a ricevere richieste accorate di ospitalità e aiuto, ma siamo ridotti all’impotenza, senza che davvero nessuno ci spieghi il motivo per cui un’opera in piena attività e di riconosciuta utilità pubblica, fortemente voluta da chi ha donato tutti i suoi beni per iniziarla, debba estinguersi.

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Ci siamo recentemente rivolti alla Regione ER, con una Diffida, per cercare di arrestare le iniziative messe in atto dal liquidatore, Giorgio Razzoli, per eliminare l’attività in questione'.

'L’antica proprietaria della Villa, Teresa Messerotti Benvenuti, nel suo testamento la lasciò alla Compagnia di Gesù di Modena col vincolo di realizzarvi un'opera apostolica. I Gesuiti, perché fossero adempiute queste volontà, la donarono alla Fondazione, che negli anni dal 98 al 2018 a seguito di ingenti lavori di ristrutturazione e ripristino degli immobili eseguiti grazie a donazioni, ha perseguito tali volontà creando e sviluppando un servizio residenziale di accoglienza mamma/bambino - si legge nella Diffida -. Chiediamo dunque che l'immobile di Casa Regina della Famiglia sia escluso dalla liquidazione e, secondo le clausole del rogito di Donazione, venga restituito ai Gesuiti per continuare nella Villa la nostra attività, in adempimento delle volontà di Teresa Benvenuti Messerotti, a cui essi si impegnarono. In ordine a questo chiediamo che sia deliberata l’apertura di un fase transitoria per consentire la riapertura del Servizio di accoglienza a Mamme e bambini in difficoltà”.

In Regione, intanto, era stata presentata una interrogazione del leghista Stefano

Bargi, che domandava all’esecutivo regionale “se fossero stati individuati enti aventi sede nel territorio di Modena in grado di fornire idonee garanzie riguardo all’assunzione e rilevazione delle attività sociali della Fondazione con adeguati mezzi patrimoniali e con l’osservanza dei vincoli apposti sull’utilizzo e destinazione dei beni immobili”. E “se ritenesse l’Associazione Porta Aperta idonea a tale scopo, viste le differenti finalità rispetto alla Fondazione”.

'Ci è stato proposto dal liquidatore di affidare la gestione a Porta Aperta - spiega Anna Basoli - e altri enti si sono fatti avanti per assorbire al loro interno la nostra attività, ma noi vorremmo ricominciare il nostro lavoro nel rispetto della nostra autonomia e identità”.

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